<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092</id><updated>2011-07-07T17:11:02.007-07:00</updated><title type='text'>meo</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>29</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-674043351038937229</id><published>2009-10-22T02:50:00.000-07:00</published><updated>2009-10-22T03:01:20.980-07:00</updated><title type='text'>Congresso Cgil, l'unità obbligatoria è un errore</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SuAtYqIhTNI/AAAAAAAAAF8/8tUuV_oVg0g/s1600-h/cgil.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 229px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395362255239990482" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SuAtYqIhTNI/AAAAAAAAAF8/8tUuV_oVg0g/s320/cgil.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Di Alberto Larghi, Valter Tanzi e Fausto Ortelli&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il percorso congressuale è già cominciato. Il congresso avviene in un momento senza precedenti nella vita sociale e sindacale del paese: la crisi, gli accordi separati, la politica autoritaria del governo, i diversi comportamenti contrattuali nella Cgil. La portata della crisi, la sua durata (ancora lunga), i suoi effetti nell'immediato, moltiplicazione delle ore della cassa integrazione, riduzione non contingente dei volumi, aumento appunto strutturale della disoccupazione stimata dall‘organizzazione mondiale del lavoro in 50 milioni di nuovi disoccupati. Vi è poi una peculiarità italiana che è data dalla dimensione delle imprese nostrane, società nella stragrande maggioranza dei casi con un numero esiguo di addetti, sorrette da una altrettanto esigua capitalizzazione senza speranza di trovare sostegno dal sistema bancario.In ultimo, c'è il quadro politico dominato dalle destre peggiori d'Europa. Esse sono espressione del peggior affarismo, autoritarismo con tratti fascisti, insomma ingredienti non nuovi nella storia del nostro paese. Queste destre traggono linfa e hanno costruito il loro blocco sociale interclassista, proprio sulla "debolezza" del sistema produttivo italiano e sulla difficoltà di rendere esigibili alcuni fondamentali diritti sindacali.Ora, l'attacco ai diritti attraverso la destrutturazione del contratto nazionale, fa parte di un disegno organico di complessivo attacco alla democrazia sostanziale dentro il quale giocano un ruolo complice Cisl e Uil che operano come veri e propri sindacati di regime. Se questo è il quadro (naturalmente semplificato), noi per assolvere al meglio al nostro ruolo e per contribuire a rilanciare un'idea alternativa di uscita dalla crisi, di tutto abbiamo bisogno tranne che ripetere il congresso passato, dominato dal falso unanimismo accompagnato dalla spartizione dei posti, col risultato che oggi è vero che la Cgil non ha firmato il protocollo di controriforma della contrattazione, ma è vero anche che, per usare un eufemismo, stenta a costruire una durevole opposizione confederale.Il prossimo congresso dovrebbe rispondere a qualche semplice questione: i contratti sono di proprietà delle burocrazie o dei lavoratori che di conseguenza hanno il diritto indisponibile al voto? L'unità è frutto di una idea e pratica condivise o un patchwork dove ognuno mette un pezzettino che è in contraddizione con quello dell'altro? Gli enti bilaterali che legano in un rapporto perverso sindacato e impresa sono uno strumento da utilizzare a go-go come nel commercio e nell'edilizia o vanno perlomeno ripensati? E infine, gli accordi separati, come quello dei meccanici, sono un problema di una categoria che troppe volte viene definita anche in casa nostra massimalista, fuori dalla modernità o sono la punta di una offensiva che si propone di cancellare la confederazione? Quindi un problema confederale al quale si risponde non con il comunicato ma con azioni comuni.La prima parte dell'articolo del compagno Lareno ( Liberazione del 16 ottobre 2009) esprime considerazioni che sono patrimonio di tutti, è la parte conclusiva che non risponde adeguatamente alla analisi da lui fatta. La Cgil si è trovata in estrema difficoltà dopo il crollo del governo amico e deve ancora recuperare una linea in grado di contrastare le politiche della Confindustria e del governo e la divisione sindacale.L'assenza di una piena autonomia del sindacato nella contrattazione e quindi l'abbandono della concertazione, l'assunzione della democrazia sindacale come vincolo nei comportamenti dei gruppi dirigenti e nei rapporti unitari, la totale autonomia e indipendenza dai partiti e dagli schieramenti politici non sembrano essere gli obbiettivi dell'attuale gruppo dirigente di questa organizzazione e quindi l'appello perché si faccia un congresso con un documento unico, senza sciogliere questi nodi di fondo, non risponde alla necessità di costruire una vera svolta. Insomma, abbiamo bisogno di una discussione vera che ci conduca ad una pratica che è un tutt'uno con le aspettative della nostra gente. Non ci serve un'unione sacra e finta perché il nemico è cattivo e ci vuol distruggere salvo poi far poco per fermarlo. Non serve dire che bisogna stare tutti uniti in un momento difficile, che ragioni di fondo per dissentire non ce ne sono e quindi, un congresso a mozioni alternative sarebbe nefasto. Non dobbiamo far l'errore di sedimentare nella nostra discussione la logica dell'emergenza oggi, come quella dell'unità obbligatoria perché c'era il centro sinistra ieri. Serve una linea chiara oggi per non tornare a ridividerci domani e questa unità si può raggiungere anche partendo da posizioni alternative, confrontandole con i nostri iscritti.Alberto Larghi (Fiom Milano) Valter Tanzi (Cgil Lombardia) Fausto Ortelli (Cgil Lombardia)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-674043351038937229?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/674043351038937229/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/10/congresso-cgil-lunita-obbligatoria-e-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/674043351038937229'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/674043351038937229'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/10/congresso-cgil-lunita-obbligatoria-e-un.html' title='Congresso Cgil, l&apos;unità obbligatoria è un errore'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SuAtYqIhTNI/AAAAAAAAAF8/8tUuV_oVg0g/s72-c/cgil.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-5025613269927270334</id><published>2009-10-19T07:01:00.000-07:00</published><updated>2009-10-19T07:04:21.820-07:00</updated><title type='text'>Regionali, prova a rischio per il Pd</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/Stxx2quNtKI/AAAAAAAAAF0/QiaUThxu90g/s1600-h/franceschiniseminasv.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 263px; FLOAT: left; HEIGHT: 170px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5394311637678011554" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/Stxx2quNtKI/AAAAAAAAAF0/QiaUThxu90g/s320/franceschiniseminasv.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Paolo Natale&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;su Essere Comunisti&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;È l’ultimo appello, prima del lungo riposo che ci porterà alle consultazioni politiche del 2013, se la legislatura dovesse finire regolarmente. Le regionali del prossimo anno saranno il banco di prova che ci terremo a mente per molto tempo, e che diventerà la pietra di paragone per comprendere lo stato di salute dei partiti. Dopo quella data, soltanto prove parziali, sondaggi più o meno validi, dichiarazioni di popolarità di questo o quell’uomo politico, o dei vari leader dei diversi partiti. Ma nulla di concreto, soltanto chiacchiere virtuali. Le consultazioni della prossima primavera diventano dunque importanti per definire i rapporti di forza con cui andremo fino alla fine della legislatura. E delineeranno i “colori” dei territori italiani: un pezzo di verde leghista nel nord, un altro verde democratico nel centro, l’azzurro delle libertà un po’ dovunque.Cinque mesi all’appuntamento fatidico del 21-22 marzo 2010.Quali sono oggi le più probabili conformazioni dei vincitori? Innanzitutto, occorre sottolineare come i possibili confronti che si andranno a fare, con le consultazioni precedenti, saranno giocoforza molto negative per la compagine di centrosinistra. Nel 2005, lo ricordiamo tutti, essa fece infatti un quasi en-plein nelle regioni chiamate allora al voto: la formazione guidata da Berlusconi riuscì infatti a confermare solamente i governatori di Lombardia e Veneto, Formigoni e Galan, uscendo sconfitta in tutte gli altri territori.Pensare oggi di avvicinarsi sia pur lontanamente a quel risultato sarebbe una vera e propria chimera per il centrosinistra. Ma vediamo nel dettaglio quali potrebbe essere questi colori territoriali: in Lombardia la nuova ricandidatura di Formigoni (la quarta) porterà senza alcun dubbio alla sua riconferma. L’unica chance per la formazione avversaria di poterlo battere sarebbe quella di presentare il cardinale Tettamanzi, il solo in grado (come un tempo il cardinal Martini) di sconfiggere il centrodestra, e anche in questo caso con forti incertezze.Allo stesso modo, nel Veneto non esistono margini di competizione, sebbene la sostituzione di Galan con un corridore leghista (Zaia, Tosi, Gobbo?) potrebbe portare qualche malumore nell’elettorato del Popolo delle libertà. Soltanto lo stesso Galan, impegnato in un’alleanza con il centrosinistra, potrebbe far nascere qualche speranza per la compagine dell’opposizione.Nemmeno Piemonte e Liguria, pur con governatori attualmente di centrosinistra, vivono momenti tranquilli: Bresso e Burlando (se si ricandiderà) sono entrambi a rischio. Qualche speranza aggiuntiva potrebbero averla in caso di candidato avversario leghista, anche qui non particolarmente appetito dai sostenitori di una parte del Pdl. Abbastanza scontate in Emilia-Romagna e Toscana le vittorie di Errani e Martini (?) che rimarranno probabilmente, forse con l’Umbria e la Basilicata, le uniche regioni a restare colorate di verde democratico.Fortemente a rischio la Marche, ma dipenderà molto in questo caso dai candidati, e il Lazio, dove la possibile contesa tra Marrazzo e Polverini si preannuncia serrata. Sicuramente persa per Bassolino la gara campana e per Loiero (o per il suo sostituto) quella calabrese. Rimane la Puglia, dove la pur buona performance di Vendola come presidente è molto probabile non gli permetterà la riconferma. La Basilicata infine, nuovo baluardo tradizionale del centrosinistra, dovrebbe riconfermare la giunta uscente.Lo stato dei rapporti di forza che uscirà il prossimo anno ci raccontano dunque di un’Italia che muta drasticamente la propria configurazione elettorale: al centrosinistra rimarranno probabilmente 4 o 5 regioni delle 11 che aveva nel 2005, mentre il centrodestra – contando anche le attuali maggioranze in Sardegna, Abruzzo, Molise e Sicilia – arriverà a governare in quasi il 75 per cento del territorio nazionale. A meno, naturalmente, che il Pd risorga dalle proprie ceneri…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-5025613269927270334?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/5025613269927270334/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/10/regionali-prova-rischio-per-il-pd.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/5025613269927270334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/5025613269927270334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/10/regionali-prova-rischio-per-il-pd.html' title='Regionali, prova a rischio per il Pd'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/Stxx2quNtKI/AAAAAAAAAF0/QiaUThxu90g/s72-c/franceschiniseminasv.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-8364888905496519596</id><published>2009-02-04T00:09:00.000-08:00</published><updated>2009-02-04T00:11:24.648-08:00</updated><title type='text'>Spagna, l'eccezione fa crack</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SYlNlmZfrCI/AAAAAAAAAFs/yTIAOGksGZQ/s1600-h/9963.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SYlNlmZfrCI/AAAAAAAAAFs/yTIAOGksGZQ/s320/9963.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5298851744936078370" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Di Maurizio Matteuzzi, su Il Manifesto del 04-02-2009&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;La crisi non risparmia il paese più invidiato d'Europa per le sue performance politiche, economiche e sociali, ma per ora non lo spinge a destra: Zapatero non perde e non guadagna popolarità. Non si ferma però la discesa agli inferi della sinistra radicale&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Dalla Spagna delle meraviglie alla Spagna degli orrori? In pochi mesi il paese più lodato e invidiato d'Europa per le sue performances economiche, politiche e anche sociali sembra essersi rovesciato nel suo contrario. E oggi rischia di divenire quello dell'euro-zona che paga il conto più salato del crack della finanza e dell'economia mondiali.&lt;br /&gt;Tutti gli indici che destavano tanta ammirazione sono saltati. Per il 2009 (e quanti anni a seguire?), secondo le nere previsioni fornite pochi giorni fa dal super-ministro dell'economia Pedro Solbes, recessione (fra l'1.6 e il 2%), disoccupazione in aumento vertiginoso (11-12% nel 2008, 16-19% nel 2009 contro la media europea del 9.3), superavit fiscale convertito in un deficit pubblico da far inorridire Maastricht (meno 5.8% quest'anno), solvibilità finanziaria per la prima volta messa in dubbio dall'agenzia di rating Standard &amp;amp; Poor's. «Solbes anuncia la peor recesion en medio siglo», ha titolato El Pais, «La fiesta è finita» l'Economist.&lt;br /&gt;Era ovvio che la Spagna non avrebbe potuto essere risparmiata dall'uragano. Ma il premier socialista José Luis Rodriguez Zapatero è stato prima reticente a vederlo arrivare, poi lento a rispondere, e anche ora si aggrappa alla speranza che «la Spagna è meglio attrezzata di altri» a resistere o - come il garrulo Tremonti in Italia - che le previsioni più nere si rivelino infondate. Di fronte alla cruda realtà dei fatti, fra ottobre e novembre, ha dovuto darsi da fare: 50 poi 100 miliardi di euro alle banche per facilitare la liquidità e il credito, 11 miliardi per un programma straordinario di investimenti pubblici.&lt;br /&gt;Più di don Carlos Marx, a cui secondo il Times di Londra la crisi sta facendo vivere una seconda giovinezza, lord Keynes. Tuttavia la Spagna zapaterista conferma una sua specificità: è fra i pochissimi paesi in cui la crisi - per il momento almeno - non butta a destra. Quasi un anno dopo le elezioni del marzo 2008, i sondaggi indicano che se Zapatero - come è spiegabile - non guadagna in popolarità, almeno non perde e Mariano Rajoy, il leader del Partido popular non sembra saper approfittare della crisi per conquistare consensi.&lt;br /&gt;Rajoy non avanza sulla destra, però neanche Izquierda unida avanza sulla sinistra. Come se la sinistra spagnola, nel quadro del bipartitismo forzoso uscito dalla transizione e del mainstream dopo la caduta del muro, non potesse essere altra cosa, nel bene e nel male, che il Psoe.&lt;br /&gt;La discesa agli inferi della sinistra radicale spagnola presenta una certa analogia con quella della sinistra radicale italiana. Anche Iu parla di «rifondazione» (o sparizione) entro il 2010, in vista delle elezioni del 2012. Dal voto del 9 marzo scorso è uscita con le ossa rotte. Vittima del «voto utile» chiesto da Zapatero, della paura di un ritorno al potere della destra dopo gli 8 anni di Aznar, di una legge elettorale iniqua e, soprattutto, dei propri equivoci ed errori che vengono ormai da almeno un decennio o addirittura dalla sua nascita nell'86 sull'onda del referendum (onorevolmente perduto) per decidere l'entrata della Spagna nella Nato e del «tradimento» del Psoe, passato dal no al sì dopo il trionfo di Felipe Gonzalez nelle elezioni dell'82. &lt;br /&gt;Il 9 marzo Iu ha avuto il 3.8% dei voti, l'1.2% in meno dell'aprile 2004, quando Zapatero vinse a sorpresa la prima volta. Da 8 a 5 seggi nel 2004, da 5 a 2 seggi nel 2008. Una sinistra residuale, non ancora extra-parlamentare come in Italia ma sulla stessa strada. Se non cambia qualcosa, anzi tutto.&lt;br /&gt;Non è capzioso il discorso su una legge elettorale che fin dal '77 premia eccessivamente i due partiti maggiori e quelli regionali ma penalizza i partiti nazionali minori: nel marzo 2008 il Psoe e il Pp con l'80% dei voti hanno avuto il 90% dei seggi. Con un sistema proporzionale oggi siederebbero alle Cortes 12 deputati di Izquierda unida invece di 2. Ogni seggio le è costato 481 mila voti, 7 volte di più che al Psoe e al Pp, quasi 10 volte di più che ai nazionalisti baschi del Pnv.&lt;br /&gt;Tuttavia non è solo il costo di una legge che garantisce la governabilità ma «fucila la democrazia». Izquierda unida nacque dopo il crollo del Pce di Santiago Carrillo nelle elezioni dell'82, quando il Psoe sfondò e i comunisti crollarono al 4% con 4 deputati. Nel '79 avevano avuto il 10.8% e 23 seggi e quello fu e resta il loro miglior risultato dalla morte di Franco nel '75 e l'avvento della transizione democratica. Eppure fu al tempo stesso deludente perché il Pce, il partito che aveva più resistito al franchismo e pagato il prezzo maggiore alla repressione, non era più il partito egemone della sinistra (nonostante la sua moderazione sancita nei Patti delle Moncloa e nell'accettazione della monarchia) ma arrancava molto indietro al Psoe «rinnovato» e moderato dei giovani Felipe Gonzalez e Alfonso Guerra vittoriosi nel congresso di Suresnes del '74. Dopo la débacle dell'82 un comunista spritoso disse che il grande Pce della Pasionaria, di Carrillo e di Marcelino Camacho «stava tutto in un taxi», dopo quella del marzo scorso qualcuno ha ripreso e aggiornato quella battuta amara: «ora basta una bicicletta».&lt;br /&gt;Iu era nata come una «formazione plurale», imperniata sul Pce - o i suoi resti dopo la breve avventura e le speranze deluse dell'euro-comunismo - ma aperto a nuove forze non strettamente comuniste. Socialisti critici, socialdemocratici di sinistra, cattolici progressisti, ecologisti, femministe, pacifisti. Quel progetto in larga misura è rimasto sulla carta. Julio Anguita, il «califfo rosso» (e sindaco) di Cordoba, divenuto segretario del Pce e coordinatore generale di Iu dall'89 al 2000, recuperò voti e seggi, cercò - insieme al Pp di Aznar da destra - di stringere il Psoe di un Gonzalez sempre più eroso dal potere (e dalla corruzione) in una «pinza» e di spingerlo una volta per tutte al centro. Ma a trarre i frutti politici di quella strategia «di sinistra» che faceva di Psoe e Pp «due facce della stessa medaglia liberista» fu la destra di Aznar, che vinse le elezioni del '96. Dal 2000 fino al novembre scorso Iu si è dedicata a un'incessante opera di masturbazione politica fra l'apparato del Pce e le altre 3 o 4 «famiglie» interne. Un infighting senza soste fra quella che il saggista Antonio Elorza, antico militante di Iu, chiama «la minoranza paleo-comunista» guidata, dopo il ritiro di Anguita, da Francisco Frutos e Felipe Alcaraz, e il coordinatore generale Gaspar Llamazares, anche lui con tessera del Pce del resto, costretto a dimettersi dopo la catastrofe del marzo 2008. Alla fine di novembre un'assemblea federale ha eletto al suo posto Cayo Lara, uno della «minoranza paleo-comunista», che è così riuscita dopo 8 anni nell'intento di riprendere il timone di una nave che assomiglia molto al Titanic. Lara ha auspicato che Iu «la smetta di guardarsi l'ombelico», ha chiesto e promesso fine dei settarismi e unità. E' stata nominata una direzione collegiale di 23 membri e si è data 18 mesi per «rifondarsi». Come? L'apparato del Pce rimproverava a Llamazares troppa «dipendenza» da Zapatero e chiedeva a Iu di non essere più «uno zapaterismo di sinistra» ma una forza «alternativa». «I nostri elettori chiedono più distanza dal Psoe», ha detto Lara nella sua prima intervista da coordinador, criticando la scelta del governo socialista di «prendere i soldi dei contribuenti per tappare i buchi delle banche» e minacciando un prossimo sciopero generale. Come quello del dicembre '88, il primo che i sindacati organizzarono contro il social-liberismo del compagno Felipe Gonzalez, solo che questa volta rischierebbe di essere o apparire come l'alternativa - e quindi una dichiarazione di guerra - alla concertazione sociale sul lavoro e sui salari che è stato il segno distintivo non solo di Candido Mendez, il segretario della Ugt socialista, ma anche di José Maria Fidalgo, il segretario delle Comisiones Obreras (più o meno) «comuniste».&lt;br /&gt;Le proposte di questo impervio cammino verso la rifondazione non sono molto lontane da quelle con cui Iu si presentò vent'anni fa: una «sinistra anticapitalista», una «democrazia radicale», il «federalismo», la «lotta alla corruzione» (dilagante anche in Spagna), l'obiettivo della «terza repubblica», una forza politica «utile».&lt;br /&gt;Un cammino praticabile? «E' la nostra ultima possibilità», dice Rosa Aguilar, apprezzata sindaco di Cordoba, l'ultima delle capitali governata dai comunisti. Ma per Javier Pradera, ex comunista divenuto influente analista del Pais, ormai «Iu non dispone di un proprio spazio politico», e «le sue pene non hanno rimedio né al fianco dei socialisti né senza di loro», perché «come alleato perde l'indipendenza e come avversario favorisce la destra». Al contrario, per l'ex comunista Antonio Elorza «le possibilità esistono»: è vero che Zapatero è stato bravissimo in questi anni a prendere di petto una serie di temi sui diritti civili (soprattutto) e (in minor misura) sociali e politici - il ritiro delle truppe dall'Iraq, le leggi sull'aborto e sulla famiglia, la parità di genere, la violenza maschile, la laicità dello stato, il recupero della memoria storica, l'immigrazione, la chiusura «graduale» delle centrali nucleari -, ma le differenze e gli spazi fra «le due sinistre» restano profondi su altri temi - l'eutanasia e l'ampliamento della legge sull'aborto, la politica fiscale e salariale, la precarietà del lavoro, la «deroga immediata» degli accordi con il Vaticano, la rapida chiusura delle centrali nucleari, il ritiro dei contingenti militari anche dall'Afghanistan, la riforma della «iniqua e anticostituzionale» legge elettorale ...Le possibilità esistono ma resta il dubbio che (anche) in Spagna finiscano per essere solo il requiem della sinistra radicale e l'approdo della disunita Izquierda unida nell'irrilevanza politica. &lt;br /&gt;(6. Fine. Le precedenti puntate di questa inchiesta sulle sinistre europee di fronte alla crisi, di Alberto D'Argenzio (Strasburgo), Anna Maria Merlo (Francia), Astrit Dakli (Russia), Aldo Garzia (Svezia), Guido Ambrosino (Germania) sono uscite rispettivamente il 14/12 e il 17/12/08, il 2/1, 7/1, 9/1/09).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-8364888905496519596?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/8364888905496519596/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/02/spagna-leccezione-fa-crack.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/8364888905496519596'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/8364888905496519596'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/02/spagna-leccezione-fa-crack.html' title='Spagna, l&apos;eccezione fa crack'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SYlNlmZfrCI/AAAAAAAAAFs/yTIAOGksGZQ/s72-c/9963.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-3888644720400357945</id><published>2009-02-03T14:18:00.000-08:00</published><updated>2009-02-03T14:21:18.120-08:00</updated><title type='text'>Bertinotti: "È una guerra fra poveri serve un Piano europeo del lavoro"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SYjDUDKHhYI/AAAAAAAAAFk/bzjz3QkE3mg/s1600-h/bertinotti.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 285px; height: 254px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SYjDUDKHhYI/AAAAAAAAAFk/bzjz3QkE3mg/s320/bertinotti.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5298699710813930882" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Di Alessandra Longo su La Repubblica del 03-02-2009&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nella recessione, con il sindacato e la politica fuori gioco, l´operaio è diventato il ventre molle nelle mani della impresa e del mercato &lt;br /&gt;Quando il lavoro diventa una merce rara, perderlo significa perdere dignità sociale. È una gara per la vita che produce barbarie &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA - Quel che succede in Inghilterra, è figlio della «cattiva globalizzazione», «della deriva liberista assunta dalle istituzioni europee», della «crisi del tessuto sociale», della solitudine degli operai, prima usati «come arma» per una «competizione al ribasso», poi, adesso, con la recessione, scaricati nel nome «della ristrutturazione dell´apparato produttivo». Fausto Bertinotti ragiona sulla protesta dei lavoratori inglesi del Lincolnshire contro i colleghi italiani. «Una lotta orribile - dice - che va condannata in radice - ma le cui ragioni ci obbligano a riflettere perché la tragedia è duplice, per chi subisce e per chi produce l´intimidazione». Per l´ex presidente della Camera c´è il rischio che episodi del genere possano ripetersi, «in una sorta di guerra civile latente». «Per questo andrebbe ripensata radicalmente la Costituzione materiale europea e ci vorrebbe subito, in Europa, un Piano del lavoro».&lt;br /&gt;Presidente, perché questa guerra tra poveri?&lt;br /&gt;«Perché succede così quando c´è penuria di lavoro, quando il lavoro diventa una merce rara e perderlo significa perdere cittadinanza, dignità sociale. E´ una competizione per la vita e per la morte e produce barbarie. Lo stupore di molti nasce da un deficit di memoria. Fatti del genere contrassegnano la storia dell´industrializzazione europea. In Francia, alla fine dell´800, ci fu una strage di operai italiani, linciati perché considerati crumiri...». &lt;br /&gt;Ma adesso c´è l´Europa.&lt;br /&gt;«Sì e noi continuiamo ad essere abbagliati dai primi gloriosi 30 anni dell´Europa, quelli della ricostruzione dell´unità dei lavoratori, dello stato sociale, del riconoscimento del ruolo del lavoro nelle costituzioni democratiche. E finiamo per non ricordarci cosa sono gli ingloriosi 30 anni successivi. La protesta degli inglesi non nasce dal nulla, si è prodotto un vulnus».&lt;br /&gt;Ce l´ha con la globalizzazione?&lt;br /&gt;«Con la cattiva globalizzazione. Ce l´ho con chi pensava che la globalizzazione potesse essere generatrice di una nuova leva di diritti disconnessi dal lavoro. Ce l´ho con la direttiva Bolkestein che non promuove la libera circolazione dei lavoratori ma produce dumping sociale, estende il contratto di lavoro rumeno anche in Italia».&lt;br /&gt;Lei dice in sostanza: gli inglesi sbagliano ma il malessere nasce dalle mancate risposte...&lt;br /&gt;«La classe dirigente europea ha una responsabilità storica in materia di lavoro. C´è stata una contrazione di diritti, un rovesciamento dei principi alla base delle Costituzioni democratiche, penso a quella francese, a quella italiana. Ogni lavoratore è rimasto solo, prima l´hanno fatto correre come una lepre nel nome della crescita, bassi salari e alta flessibilità, poi, nella fase della recessione, con il sindacato e la politica fuori gioco, con il tramonto della coscienza di classe e del movimento operaio, è diventato il ventre molle da comprimere, nelle mani dell´impresa e del mercato».&lt;br /&gt;Ecco che si arriva alla guerra tra poveri.&lt;br /&gt;«Nel caso degli inglesi, più che di razzismo parlerei di un nazionalismo concorrenziale che nasce dalla paura. Un peccato che, comunque, non può essere assolto».&lt;br /&gt;Dicono: prima noi, poi gli altri.&lt;br /&gt;«Sbagliano. Il primo lo sceglie comunque il sistema ed è quello che gli conviene di più, quasi mai quello che ha più bisogno».&lt;br /&gt;E da dove si parte allora?&lt;br /&gt;«Non c´è verso. Si deve partire dai bisogni dell´ultimo. La parola d´ordine rimane sempre: «Piena e buona occupazione». Senza questo orizzonte non c´è civiltà»&lt;br /&gt;Lei dipinge uno scenario pesante. Non pensa che la sinistra radicale europea abbia fatto una campagna antipatizzante nei confronti della globalizzazione producendo eccessiva diffidenza?&lt;br /&gt;«Niente affatto. Io sono per l´internazionalizzazione del lavoro. La battaglia contro la Bolkestein è stata una battaglia contro la cattiva globalizzazione. Quel che succede oggi dimostra la miopia dei dirigenti europei. Solo poco tempo fa chiunque parlasse di nazionalizzazione delle banche e grandi interventi pubblici nell´economia veniva accolto da sorrisi ironici. Adesso bisognerebbe cogliere la lezione che viene da questo smacco. Adesso bisognerebbe fare subito un Piano del lavoro in Europa per non dover mai scegliere, in futuro, tra l´operaio inglese e quello italiano».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-3888644720400357945?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/3888644720400357945/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/02/bertinotti-e-una-guerra-fra-poveri.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/3888644720400357945'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/3888644720400357945'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/02/bertinotti-e-una-guerra-fra-poveri.html' title='Bertinotti: &quot;È una guerra fra poveri serve un Piano europeo del lavoro&quot;'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SYjDUDKHhYI/AAAAAAAAAFk/bzjz3QkE3mg/s72-c/bertinotti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-9027264153169197355</id><published>2009-02-02T09:00:00.000-08:00</published><updated>2009-02-02T09:04:34.550-08:00</updated><title type='text'>Latorre: la scelta sulla legge elettorale va discussa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SYcnmXvVc7I/AAAAAAAAAFc/6oMQGlRyks8/s1600-h/stor_10252783_03310.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 280px; height: 199px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SYcnmXvVc7I/AAAAAAAAAFc/6oMQGlRyks8/s320/stor_10252783_03310.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5298247026785743794" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Di Susanna Turco, su L'Unità del 02-02-09  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non hanno in animo di sfasciare il Pd, dicono. &lt;br /&gt;Chiedono, però, un «supplemento di riflessione» - come minimo sull`opportunità di proseguire per la strada che porterà il Pd a votare (da domani alla Camera) la riforma della legge elettorale europea. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fermarsi un momento, riunirsi per valutare «gli effetti politici», votare all`interno dei gruppi se necessario. Il partito dei perplessi, coloro che (da D`Alema a Letta, passando per Follini e oltre) per un verso o per l`altro non si trovano a loro agio nella scelta di introdurre uno sbarramento del quattro per cento nelle elezioni a Strasburgo, non si da per vinto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E, anzi, esce come rinvigorito: non solo dall`esplicita presa di posizione di D`Alema («mi domando se al Pd convenga andare avanti per questa strada», ha detto ieri al Messaggero); ma anche dai richiami del responsabile dell`Organizzazione, Beppe Fioroni, che ieri sul Corsera ha invitato a «uscire allo scoperto» chi vuole «ridiscutere» il progetto del Pd. &lt;br /&gt;«Se porre l`esigenza di una riflessione significa sfasciare il partito, allora vuol dire che siamo alla frutta», attacca il dalemiano Nicola Latorre: «Ma per fortuna non è così. E non si tratta nemmeno di divisioni nel Pd. Si tratta di fare una valutazione seria, rigorosa, ma serena, dell`impatto politico, del contesto in cui si colloca, di quello che innesca, se ha un senso, la scelta di introdurre lo sbarramento alle europee», dice. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché, precisa il deputato Francesco Boccia, «le polemiche sullo sbarramento sono figlie di ragionamenti politici che non possono essere derubricati a complotti interni: c`è la vita del partito, la visione d`insieme della rappresentanza e le alleanze, che incidono pesantemente sugli assetti locali». &lt;br /&gt;Sullo sfondo, ma nemmeno tanto, c`è infatti la questione del quanto ci guadagna il Pd a passare come il responsabile della possibile estromissione da Strasburgo dei Vendola e dei Ferrero, dei Fava e dei Diliberto. &lt;br /&gt;«Già, sono preoccupato che questa decisione possa rappresentare tutt`altro che un vantaggio, in termini elettorali», dice il lettiano Paolo De Castro: «Oltretutto, segnalo che la presunta semplificazione europea è una colossale balla, perché i partiti coi quali noi siamo alleati in tante realtà locali, in Europa si integrano in gruppi già esistenti». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il presidente della dalemiana Red, dunque, spera in una «riflessione ulteriore» del Pd: «Perché un Porcellum europeo possiamo subirlo, ma non partecipare a costruirlo», chiarisce. &lt;br /&gt;Già, perché, l`obiettivo ultimo del partito dei perplessi non sarebbe tanto quello di far scendere lo sbarramento dal 4 al 3 per cento, quanto - se si potesse - abbandonare la strada della riforma elettorale. &lt;br /&gt;In questa fase, almeno. «Una soglia di sbarramento ragionevole sarebbe un`operazione di buonsenso», dice Marco Follini, responsabile informazione del Pd. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Ma a questo punto non è questione di discutere di percentuali, quanto di ragionare sull`effetto di un cambio troppo a ridosso del voto: il rischio è indurre chi non è d`accordo, chi sarebbe tagliato fuori dalla competizione, a una controversia che forse ci possiamo risparmiare».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-9027264153169197355?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/9027264153169197355/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/02/latorre-la-scelta-sulla-legge.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/9027264153169197355'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/9027264153169197355'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/02/latorre-la-scelta-sulla-legge.html' title='Latorre: la scelta sulla legge elettorale va discussa'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SYcnmXvVc7I/AAAAAAAAAFc/6oMQGlRyks8/s72-c/stor_10252783_03310.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-7887022875508095065</id><published>2009-02-01T03:05:00.000-08:00</published><updated>2009-02-01T03:08:22.581-08:00</updated><title type='text'>Attenzione, è guerra  tra proletari ma gli operai  inglesi non sono leghisti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SYWCm-WrBpI/AAAAAAAAAFU/QzWT2aijpgM/s1600-h/GB_b1--180x140.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 180px; height: 140px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SYWCm-WrBpI/AAAAAAAAAFU/QzWT2aijpgM/s320/GB_b1--180x140.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297784142755989138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Di Tonino Bucci, intervista a Marco Revelli su Liberazione del 01-02-2009&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;British jobs for british workers. Con questo slogan - lavori britannici per lavoratori britannici - mezza dozzina di raffinerie sono scese in sciopero. Lo hanno in solidarietà con la Lindsey, uno stabilimento sulla costa orientale controllato da una società francese, i cui operai sono entrati in rivolta non appena saputo dell'assunzione di un gruppo di italiani all'indomani di una gara d'appalto. La proverbiale stampa scandalistica inglese l'ha subito messa sul piano della xenofobia, italiani contro inglesi. Però l'effetto immediato della protesta, sostenuta anche dai sindacati locali, è quello. Gli operai inglesi si lamentano per la concorrenza "sleale" dei lavoratori italiani, disponibili ad accettare un posto di lavoro a paghe più basse di quelle normalmente percepite in Gran Bretagna. Le maestranze delle raffinerie dicono che gli italiani gli rubano il posto, che "li hanno presi perché sono pagati meno, ma non sanno lavorare". Insomma, non si può negare che gli operai inglesi siano vittime di un meccanismo economico che porta al ribasso delle condizioni lavorative, epperò qualche segnale inquietante c'è - come sostiene Marco Revelli - in questo intreccio tra voglia di protezionismo e rischio di una resipiscenza della guerra tra popoli e razze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nazionalismo e competizione tra lavoratori di diversa nazionalità. La peggiore via di uscita alla crisi che si possa pensare, no?&lt;br /&gt;Mi sembra un segnale inquietante di come la crisi morde sulla società. Non va sottovalutato. Andremo incontro a effetti mostruosi se non ci saranno culture politiche capaci di filtrare gli effetti regressivi della crisi economica e di governarne l'impatto sociale. Sarà la guerra tra poveri se non si costruiscono anticorpi nella cultura politica. C'è un istinto primordiale alla chiusura nazionalistica che si diffonde in tutti i paesi. La crisi enfatizza tutte le fratture nel momento in cui scatta il meccanismo della sopravvivenza. E' la mors tua, vita mea. Non c'è scampo: o hai una cultura politica capace di fare da filtro oppure la risposta è quella che dà Maroni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il leghismo avrà pure aspetti folcloristici, però è anche, alla sua maniera, una risposta alla crisi attuale: guerra agli immigrati ed esaltazione del suolo delle piccole patrie. Sarà il modello per il futuro come dimostra la vicenda inglese?&lt;br /&gt;L'istinto della Lega a chiudere i confini nei confronti dei migranti qui ci ritorna sulla testa. La stessa cosa succede allo specchio nei confronti dei lavoratori italiani in Gran Bretagna. E domani potrebbe scattare un analogo meccanismo di rifiuto delle merci italiane da parte dei tedeschi. I nostri politici che speculano su questi istinti belluini giocano col fuoco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'unica differenza è che il leghismo italiano soffia sull'odio per gli immigrati che fanno i lavori in basso nella gerarchia sociale, mentre in Gran Bretagna la contesa riguarda lavoratori qualificati. Non è così?&lt;br /&gt;Questo dipende dal fatto che l'Inghilterra nella divisione internazionale del lavoro si colloca a un livello più alto. La competizione si gioca perciò all'interno della gerarchia sociale anche al livello dei tecnici. Ma non c'è una differenza qualitativa. E' che la composizione sociale italiana è appiattita sui lavori a bassa qualificazione, quindi la guerra si fa contro i maghrebini, gli africani e i rumeni. Alla radice ci sta l'alternativa tra il potenziale di imbarbarimento che ha la crisi e le culture politiche che possono costruire anticorpi. Il problema è che queste culture politiche sono collassate. Anche all'interno del mondo del lavoro fa presa la seduzione del leghismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appunto. Dietro la protesta "antitaliana" degli operai britannici ci sono anche i sindacati locali. Avranno anche le loro ragioni, ci sono posti di lavoro a rischio, però così facendo non rischiano di incrementare la guerra tra "proletari"?&lt;br /&gt;Probabilmente in questo meccanismo è coinvolta anche una parte del mondo sindacale. Il fenomeno è determinato anche dalla diversa collocazione dell'Inghilterra nella divisione internazionale del lavoro. La Gran Bretagna ha sperimentato i guasti dell'ultra-liberismo. Conserva nella memoria la follia thachteriana prima e blairiana. L'apertura delle frontiere del mercato è servita come clava per massacrare la parte organizzata del mondo del lavoro e delle Unions. L'Inghilterra si è affidata al neoliberismo in forma più radicale rispetto all'Italia. La vicenda di questi giorni mi sembra un colpo di rimbalzo inquietante e, direi, anche comprensibile in questo quadro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In fondo parliamo di una costante classica nella storia del movimento operaio. Si potrebbe risalire allo stesso Marx che nel cosiddetto "Discorso sul libero scambio" stigmatizzava il protezionismo come forma di conservatorismo. Insomma, cosa deve fare un sindacato, tutelare i lavoratori dalla concorrenza "sleale" degli stranieri oppure abbracciare la filosofia della libera circolazione di merci ed esseri umani?&lt;br /&gt;Se non hai una forte cultura dell'internazionalismo proletario, una cultura della solidarietà di classe tra lavoratori al di là dei confini, allora la reazione istintiva è quella là, la guerra tra poveri. Poi questa guerra potrà esprimersi ai livelli più alti nei paesi a maggior contenuto tecnologico e di maggior qualificazione della forza lavoro come è l'Inghilterra. Qui da noi probabilmente non avremmo un moto di rivolta contro gli ingegneri inglesi che venissero a gestire degli impianti sofisticati in Italia per la semplice ragione che di impianti sofisticati ne abbiamo pochi. Quelli che vengono a costruire impianti mediamenti sofisticati in Italia lo fanno perché i salari dei nostri ingegneri sono più bassi di quelli dei paesi centrali. La ragione è solo questa. quando la Motorola ha aperto i suoi stabilimenti a Torino ha assunto un centinaio di ingegneri italiani. Perché costavano di meno di quelli inglesi, tedeschi, giapponesi o americani. Poi ha deciso di chiudere e li ha licenziati. Se oggi in Inghilterra si ricorre al subappalto di imprese ad alta qualificazione italiane è perché qui i salari anche di operai altamente specializzati sono stipendi da fame. I nostri lavoratori che vanno là vanno in dumping. Il meccanismo economico è quello. E' un segnale che ci dimostra quanto sfasciato sia il nostro mondo del lavoro, visto che la nostra manodopera, persino quella altamente qualificata, risulta conveniente per gli altri paesi europei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non a caso i lavoratori inglesi protestano perché gli italiani accettano di fare un lavoro qualificato a paghe più basse e così facendo spingono al peggioramento delle condizioni lavorative e della forza contrattuale di tutti gli altri. Sbagliano?&lt;br /&gt;Non hanno tutti i torti. E comunque hanno molte più ragioni di quanto non ne abbiano i padani nell'alzare barricate contro i maghrebini che vengono a fare lavori che gli italiani non farebbero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma questi operai inglesi non sono come li dipinge il giornale "Libero" che incita a imparare da loro come si difendono i posti di lavoro...&lt;br /&gt;Il meccanismo è lo stesso di Maroni ma in condizioni molto diverse. I nostri lavoratori in Inghilterra sono lavoratori sottopagati che si collocano allo stesso livello di qualificazione dei lavoratori inglesi, mentre i nostri migranti non in competizioni con la maggior parte dei nostri lavoratori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal punto di vista della nostra cultura politica dobbiamo prepararci a questo scenario. Ormai sempre più governi annunciano misure a favore dei lavoratori dei propri paesi a partire dagli Usa di Obama. O no?&lt;br /&gt;Il mondo orribile del neoliberismo ha al di sotto una dimensione ancora più orribile che è quella del mondo post-neoliberista e iperprotezionista. E' quello che successe tra gli anni 20 e 30. Prepara le peggiori catastrofi belliche, razziali, totalitarie. Il rimbalzo protezionista dopo l'ubriacatura liberista è micidiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Può innescare una spirale in fondo alla quale c'è la guerra e la recrudescenza dei conflitti di razza. Dalla crisi del '29 si è usciti con la Seconda guerra mondiale, mica con il New Deal. Anche l'economista Samuelson dice di stare attenti all'iperprotezionismo del quale, a casa nostra, è interprete Tremonti...&lt;br /&gt;Certo, il protezionismo ha dentro di sé la guerra. Tremonti è molto inquietante in questa sua involuzione verso il demos, cioè verso quella dimensione che negli anni Trenta prese il nome di völkisch. Bisogna fare attenzione a questa regressione verso l'identitarismo su base nazionale o su base populistica. Il populismo protezionistico ha un potenziale distruttivo immenso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-7887022875508095065?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/7887022875508095065/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/02/attenzione-e-guerra-tra-proletari-ma.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/7887022875508095065'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/7887022875508095065'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/02/attenzione-e-guerra-tra-proletari-ma.html' title='Attenzione, è guerra  tra proletari ma gli operai  inglesi non sono leghisti'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SYWCm-WrBpI/AAAAAAAAAFU/QzWT2aijpgM/s72-c/GB_b1--180x140.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-2294266842827096986</id><published>2009-01-31T00:01:00.000-08:00</published><updated>2009-01-31T00:06:56.641-08:00</updated><title type='text'>Gran Bretagna: monta la protesta contro  i lavoratori italiani. La Ue preoccupata</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SYQGilcgrgI/AAAAAAAAAFM/Mxg7mG2EcAs/s1600-h/610x.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 226px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SYQGilcgrgI/AAAAAAAAAFM/Mxg7mG2EcAs/s320/610x.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297366252931558914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;Da il Messaggero del 31-01-09&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;LONDRA (30 gennaio) - Dilaga la rivolta nel Regno Unito contro gli italiani, accusati di rubare il lavoro agli inglesi. La Commissione europea intanto si è detta preoccupata per le proteste. «Il mercato unico  - ha detto il portavoce dell'esecutivo di Bruxelles Johannes Laintenberger - è un bene non solo per le imprese, ma anche per l'occupazione perché senza di esso non sarebbero stati creati molti posti di lavoro».&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Centinaia di lavoratori britannici hanno incrociato oggi le braccia per sostenere i loro colleghidella raffineria Lindsey Oil di Grimsby - nel Lincolnshire, Inghilterra - che da mercoledì manifestano contro la decisione della Total - padrona dello stabilimento - di affidare lavori di costruzione all'azienda italiana Irem. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Lavoro ai britannici in Gran Bretagna», è lo slogan che unisce i vari picchetti disseminati dalla Scozia al Galles. «Il problema non sono i lavoratori stranieri», ha detto Bobby Buirds, delegato scozzese di Unite, la maggiore sigla sindacale britannica, «ma le aziende straniere che discriminano i lavoratori britannici». In mattinata centinaia di operai della raffineria scozzese di Grangemouth, gigante di proprietà della British Petroleum, hanno scioperato in seguito a una riunione mattutina del collettivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il caso della Irem - che ha vinto un appalto da 220 milioni di euro e ha portato sul posto forza lavoro italiana e portoghese - è diventato quindi la classica goccia che fa traboccare il vaso. «Questa è una battaglia per il diritto di lavorare nel nostro paese: il razzismo non c'entra», dicono i lavoratori. Ieri, però, qualche parola di troppo è scappata. «Gli italiani fanno errori e ignorano le norme di sicurezza», aveva detto un operaio di 29 anni di Grimsby al Daily Express. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi c'è la questione salariale: girava voce che gli stranieri «costassero meno». Pettegolezzo prontamente smentito dalla Total, che gestisce l'impianto e che ha subito precisato che i lavoratori dell'Irem verranno pagati ai livelli britannici, nei termini concordati con i sindacati per la preesistente&lt;br /&gt;forza lavoro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Siamo costantemente in contatto sia con le nostre maestranze in Inghilterra che con le famiglie qui in Italia. Ovviamente attualmente il cantiere è in stand by ed attendiamo indicazioni da parte della nostra committente», ha detto all'agenzia Ansa Giovanni Musso, vice presidente della Irem. «I nostri lavoratori sul posto ci riferiscono di un clima teso - ha proseguito Musso - ma confidiamo sul fatto che presto la situazione possa far registrare una positiva evoluzione. È anche il caso di specificare come dei 220 milioni di euro complessivi dell'appalto la commessa che la nostra si è aggiudicata è di circa 17 milioni di euro. Quattro mesi la durata dell'appalto con scadenza prevista il 30 aprile».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Abbiamo iniziato a lavorare all'inizio dell'anno e sino a qualche giorno fa - ha proseguito - non si era registrato alcun problema. Come nostra abitudine abbiamo anche avviato sul posto un proficuo dialogo con il sindacato inglese e con gli stessi lavoratori. Non so spiegarmi sinceramente cosa sia accaduto e cosa possa spostare negli equilibri più generali una commessa di queste dimensioni per un periodo di tempo così contenuto alla quale stanno lavorando un'ottantina di persone, in larghissima parte italiana e qualche portoghese».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Comprendo l'ansia dei lavoratori britannici per l'attuale situazione economica: anche in Italia i lavoratori sono preoccupati per la crisi. Ma in questo caso l'azienda italiana ha vinto l'appalto rispettando sia le regole britanniche che quelle Ue». Lo ha detto l'ambasciatore italiano nel Regno Unito Giancarlo&lt;br /&gt;Aragona alle telecamere dell'emittente britannica Sky News. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il caso si sta tramutando in un problema per il governo britannico perché i lavoratori usano come slogan le parole del primo ministro Gordon Brown, che aveva promesso «lavoro ai britannici in Gran Bretagna».  «Quello che vogliamo», ha detto oggi un manifestante, «è che Brown mantenga le promesse». La società italiana Irem tuttavia ha vinto correttamente l'appalto dopo aver battuto la concorrenza di sei aziende, di cui cinque britanniche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hilary Benn, ministro per l'Ambiente, ha intanto dichiarato che «i lavoratori britannici si meritano una risposta». «Potete capire l'indignazione morale di queste persone», ha sottolineato Derek Simpson, co-segretario di Unite, «che vedono impiegata forza lavoro straniera mentre loro restano disoccupati». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-2294266842827096986?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/2294266842827096986/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/gran-bretagna-monta-la-protesta-contro.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/2294266842827096986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/2294266842827096986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/gran-bretagna-monta-la-protesta-contro.html' title='Gran Bretagna: monta la protesta contro  i lavoratori italiani. La Ue preoccupata'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SYQGilcgrgI/AAAAAAAAAFM/Mxg7mG2EcAs/s72-c/610x.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-2243067948281434558</id><published>2009-01-30T01:27:00.000-08:00</published><updated>2009-01-30T01:31:17.738-08:00</updated><title type='text'>Islanda, la prima volta di Joanna, una lesbica al governo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SYLI2u3DcFI/AAAAAAAAAE8/MCaXb-MIzac/s1600-h/445912085QeuUIZ_fs.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SYLI2u3DcFI/AAAAAAAAAE8/MCaXb-MIzac/s320/445912085QeuUIZ_fs.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297016954358558802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Di Delia Vaccarello, su L'Unità del 30-01-09&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per uscire dalla crisi l'Islanda punta su Johanna Sigurdardottir, ministro più amato dagli islandesi. Designata per l'incarico di premier, strapperà due primati in uno: la prima donna a capo dell'esecutivo in Islanda, la prima donna lesbica premier al mondo. Capelli bianchi a caschetto, 66anni, ministro uscente per gli Affari Sociali, un passato di hostess, l'esponente socialdemocratica sembra accendere le speranze di un'isola ricca che ha fatto tilt, la cui economia basata su un sistema bancario smisurato non ha retto alla crisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona parte dei 320mila abitanti nelle ultime settimane ha manifestato a Reykjavik chiedendo le dimissioni del governo, dopo che in ottobre l'esecutivo era stato obbligato a nazionalizzare le prime tre banche del paese a corto di liquidi, mandando all'aria posti di lavoro e risparmi. A questi colpi non ha retto il governo del centrista Geir Haarde (tra l'altro affetto da una grave malattia). Di qui l'incarico del presidente della Repubblica per un nuovo esecutivo lampo che arrivi almeno a maggio e il nome di Johanna lanciato dai socialdemocratici e approvato dai Verdi, con il profilarsi di un appoggio esterno dei centristi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché Johanna? Perché piace, sta dalla parte delle minoranze, conosce il bisogno, le debolezze, la “gente comune”. Tre su quattro dei cittadini islandesi (73%) sono soddisfatti del suo operato secondo un sondaggio Gallup dello scorso dicembre. Non è tutto, rispetto ai colleghi è la sola a dare fiducia più dell'anno precedente: è l'unico ministro uscente cresciuto in popolarità nel 2007. Parere significativo, visto l'epilogo del 2008. La gente crede in lei, il responso delle urne potrebbe riconfermarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il lesbismo? Non ne ha fatto mai mistero. Divorziata dal marito, ha due figli grandi e da sette anni un legame regolato dalla “partnership” con la giornalista e scrittrice Jonina Leosdottir. La sua vita privata, resa serena anche da leggi per le unioni civili che l'Islanda condivide con gli altri paesi scandinavi, non pesa sulla vita pubblica. In questo caso fa notizia perché è la prima volta al mondo che una donna lesbica diventa premier. Ma non è la prima volta che a Johanna stanno a cuore i problemi del suo paese. "Johanna è una politica esperta, tutta l'Islanda la rispetta e la ama" commenta la ministra dell'Ambiente, Thurunn Sveinbjarnardottir. Per molti islandesi, è l'unica che "si preoccupa della gente comune" ed è noto l'impegno profuso per difendere i diritti sociali e le opportunità delle minoranze. Alle spalle non ha una famiglia famosa né potente. Si è formata sui problemi del lavoro, facendo attività sindacale da hostess. Eletta in Parlamento nel 1978, è stata già ministro degli Affari sociali dal 1987 al 1994. E' una donna che sa scegliere e aspettare, lavorando. Nel '95 lasciò il partito socialdemocratico dopo aver perso la corsa per la leadership, dando vita a una propria formazione. Parlando dopo la sconfitta, guardò lontano e disse: "Verrà il mio momento". Aveva ragione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-2243067948281434558?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/2243067948281434558/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/islanda-la-prima-volta-di-joanna-una.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/2243067948281434558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/2243067948281434558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/islanda-la-prima-volta-di-joanna-una.html' title='Islanda, la prima volta di Joanna, una lesbica al governo'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SYLI2u3DcFI/AAAAAAAAAE8/MCaXb-MIzac/s72-c/445912085QeuUIZ_fs.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-7671153637796264772</id><published>2009-01-27T08:03:00.000-08:00</published><updated>2009-01-27T08:09:01.269-08:00</updated><title type='text'>Europee, accordo possibile</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SX8xlcz0gMI/AAAAAAAAAE0/JZytpVMo7S8/s1600-h/unioneuropea.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5296006206269456578" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 297px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SX8xlcz0gMI/AAAAAAAAAE0/JZytpVMo7S8/s320/unioneuropea.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dall'Avanti del 27-01-2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La volontà politica sembra esserci, il tempo per metterla in pratica pure. La riforma della legge elettorale per le Europee non è un discorso chiuso. Anche se la data del voto si avvicina e il tempo stringe gli emissari di Pd e Pdl continuano a trattare.&lt;br /&gt;Sul tavolo, secondo quanto è emerso nelle ultime ore, ci sarebbe una proposta chiara: non si toccano preferenze e circoscrizioni, ma la soglia di sbarramento sì, verrebbe alzata al 4 o addirittura al 5%. Manca la certezza perché i contatti tra maggioranza e opposizione sono portati avanti dietro le quinte, senza cioè l'impegno diretto di Veltroni e Berlusconi. Che ovviamente avrebbero l'ultima parola. "Non c'è ancora niente di definitivo e di deciso", spiega infatti al Velino il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Donato Bruno.&lt;br /&gt;Di ipotesi "plausibile" parla invece Salvatore Vassallo, plenipotenziario del Partito democratico in tema di riforma elettorale. D'altronde, "quella di cui stiamo discutendo è la proposta avanzata dai democratici, con il mantenimento delle preferenze e l'innalzamento della soglia di sbarramento. L'unica cosa - conclude - è capire se Berlusconi è d'accordo". Per ora questo non si sa, ma il premier non ha mai nascosto la volontà di preferire meccanismi anti-fram-mentazione, seppur combinata alle liste bloccate. Negli ambienti azzurri si fa notare che - "su sollecitazione del Pd" - la riflessione "si è riaperta", e che le possibilità di riuscita ci sono. Magari sulla soglia del 4%, "gradita alla Le-ga-&lt;br /&gt;Una chance confermata dal confronto a Montecatini tra i coordinatori di Forza Italia e Pd, Verdini e Bettini. An guarda con favore alla trattativa. "Non sono sempre convinto delle cose fatte in 'zona Cesarmi', all'ultimo momento - spiega Italo Bocchino -, ma l'idea di riformare la legge elettorale per le Europee non toccando le preferenze e alzando la soglia di sbarramento ci vede favorevoli". Anche l'Italia dei valori accoglie la proposta. "Siamo convinti che occorre procedere al superamento della frammentazione delle forze politiche", dice il portavoce Leoluca Orlando. "Se le preferenze vengono lasciate, possiamo discutere qualunque cosa". E poi, come da più parti è stato fatto notare, i dipietristi sarebbero avvantaggiati e "mangerebbero" consensi ai "nanetti", i partiti più piccoli che non supererebbero la soglia.&lt;br /&gt;Nessun problema dal-lUdc. I centristi sono dati abbondantemente sopra il 5% e non temono l'in&lt;br /&gt;troduzione di una soglia: "Siamo impegnati a scardinare questo finto bipartitismo - dice Pier Ferdinando Casini - e speriamo di avere dalle elezioni Europee e Amministrative il termometro di una nostra crescita che già avvertiamo tutti i giorni". Anche per loro ciò che conta è che non vengano toccate le preferenze. I "nanetti", spaventati dall'ipotesi di restare fuori all'Europarlamento, alzano la voce. Un simile accordo, attacca il segretario del Partito socialista, Riccardo Nencini, "sarebbe perfettamente in linea con la semplificazione di cui tanto si parla: l'assassinio della politica e di ogni sua forma di vita". Dello stesso tenore - se non più vibrate - le proteste che vengono dalle altre forze della sinistra escluse dal Parlamento.&lt;br /&gt;"Quando risultasse vero, Rifondazione comunista ne trarrebbe tutte le conseguenze nel rapporto con il Partito democratico sia sul piano nazionale che locale", avverte il segretario Paolo Ferrerò in relazione alla possibile intesa Pd-Berlusconi. Infine, Francesco Storace, leader della Destra, accusa: "A 14 settimane dall'apertura della campagna elettorale, solo pensare a una legge canaglia' per le Europee significa aprire una fase di tensione nel nostro Paese".&lt;br /&gt;data &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-7671153637796264772?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/7671153637796264772/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/europee-accordo-possibile.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/7671153637796264772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/7671153637796264772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/europee-accordo-possibile.html' title='Europee, accordo possibile'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SX8xlcz0gMI/AAAAAAAAAE0/JZytpVMo7S8/s72-c/unioneuropea.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-4492113578910532115</id><published>2009-01-26T04:30:00.000-08:00</published><updated>2009-01-26T04:31:57.789-08:00</updated><title type='text'>Cgil: con la riforma dei contratti si perdono trecento euro l´anno</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SX2tJmxpzZI/AAAAAAAAAEk/3IgB74a-cDA/s1600-h/cgil.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5295579117396807058" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 229px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SX2tJmxpzZI/AAAAAAAAAEk/3IgB74a-cDA/s320/cgil.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Di Roberto Petrini, su la Repubblica del 26/01/2009&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;"Recupero più soft dell´inflazione". Divisioni nel Pd. L´impatto del nuovo sistema sui salari. Sacrifici ancora più forti per gli statali. Uil: Epifani scorretto&lt;br /&gt;Una perdita secca di 1.352 euro, circa 300 l´anno, per i lavoratori privati e che per gli statali può essere maggiore. E´ questa la cifra che la Cgil ieri ha denunciato dagli studi della popolare trasmissione televisiva "Domenica in" e che testimonia gli effetti per le tasche dei lavoratori dell´accordo firmato la settimana scorsa sul nuovo assetto contrattuale. I 1.352 euro, di cui ha parlato il segretario confederale della Cgil Agostino Megale, rappresentano la perdita nel corso degli ultimi cinque anni, cioè dal 2004 al 2008 compreso, se gli aumenti contrattuali e i recuperi del tasso d´inflazione fossero stati calcolati con le nuove regole e non in base alle vecchie intese del luglio del 1993. In termini percentuali con il vecchio sistema i lavoratori del settore privato avrebbero recuperato il 2,4 per cento, con l´attuale sistema avrebbero perso il 2,1 per cento. «Per il sistema delle imprese ? ha detto Megale ? ci sarebbe stato un guadagno di 15-16 miliardi».Con l´Accordo quadro del 22 gennaio infatti cambiano alcuni parametri che rendono l´inflazione più "leggera". In primo luogo il recupero si fa al netto della bolletta energetica (mentre in passato si parlava genericamente delle ragioni di scambio); proprio per questo motivo anche gli aumenti si calcolano ora in base ad un valore del "punto" retributivo più basso. Ad esempio: il punto retributivo dei metalmeccanici, cioè il valore in termini di salario di un punto d´inflazione, con il vecchio sistema era di circa 18 euro, con il nuovo scende a 15,35 cioè di circa il 15 per cento.La situazione peggiora per gli statali che perderebbero circa il 30 per cento del valore del loro punto. Per questo motivo la Cgil dei pubblici dipendenti è sul piede di guerra: infatti gli aumenti per gli statali sono stati vincolati ? sembra su richiesta dello stesso ministro dell´Economia Tremonti preoccupato per la cassa ? all´andamento della finanza pubblica.Intanto è sceso in campo nuovamente il ministro della Funzione pubblica, Brunetta: «Possibile che tutti hanno torto e solo la Cgil ha ragione?». Polemiche anche da parte del segretario della Uil ligure, Massa, che ha criticato Epifani per aver utilizzato la manifestazione su Guido Rossa per «muovere critiche scorrette e inopportune». Serrato anche il dibattito all´interno del Pd. «Qual è la posizione del Pd su contratti e referendum sindacale?», ha chiesto Franco Monaco. Contro l´accordo si è espresso l´ex segretario confederale della Cgil Nerozzi che ha definito «incomprensibili» le posizioni di quegli esponenti del Pd che lo difendono. Dopo le sortite di D´Alema e Bersani, a fianco della Cgil, il leader del Pd Veltroni si è augurato che si arrivi ad una soluzione «che tenga conto anche della Cgil». L´ala ex Margherita sembra invece più orientata ad appoggiare l´intesa e in questo senso si sono espressi Enrico Letta, e i due ex segretari della Cisl Marini e D´Antoni.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-4492113578910532115?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/4492113578910532115/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/cgil-con-la-riforma-dei-contratti-si.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/4492113578910532115'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/4492113578910532115'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/cgil-con-la-riforma-dei-contratti-si.html' title='Cgil: con la riforma dei contratti si perdono trecento euro l´anno'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SX2tJmxpzZI/AAAAAAAAAEk/3IgB74a-cDA/s72-c/cgil.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-8602612825187658009</id><published>2009-01-21T03:59:00.000-08:00</published><updated>2009-01-21T04:04:33.281-08:00</updated><title type='text'>Dalla Svezia per il popolo palestinese</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SXcPS6HteCI/AAAAAAAAAEM/UM-89JZqARQ/s1600-h/sweden_flag2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293716704510965794" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 315px; CURSOR: hand; HEIGHT: 243px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SXcPS6HteCI/AAAAAAAAAEM/UM-89JZqARQ/s320/sweden_flag2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;di Partito della Sinistra - Svezia&lt;br /&gt;su altre testate del 20/01/2009&lt;br /&gt;Notizie dal Vansterpartiet - Partito della Sinistra (Svezia)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Sabato 10 gennaio si sono raccolte decine di migliaia di persone in tutta la Svezia per mostrare il loro sostegno per il popolo palestinese.A Stoccolma si sono radunate 12000 persone, a Göteborg e Malmö raccolte circa 4000 persone e in Umeå e Västerås quasi 1000.Il Partito della Sinistra svedese chiede con forza che Israele interrompa immediatamente gli attacchi su Gaza e che liberi l'attraversamento delle frontiere di Gaza in modo che la popolazione possa avere accesso ai medicinali e cibo. Chiede inoltre che il governo svedese eserciti pressioni su Israele affinchè venga rispettato il diritto internazionale e i diritti umani.Il tempo per la sola condanna verbale è finito, Israele attua una chiara violazione dei diritti umani e del diritto internazionale. La Svezia e l'Unione europea devono agire immediatamente per rompere l'attuale accordo di libero scambio tra l'Unione europea e Israele e il congelamento dei negoziati,necessari chiarimenti circa la cooperazione tra l'UE e Israele.Il Partito della Sinistra svedese esige anche che la Svezia rompere immediatamente la sua cooperazione militare con Israele. Ora è giunto il momento di smettere di fermare l'occupazione israeliana e l'aggressione al popolo palestinese.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-8602612825187658009?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/8602612825187658009/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/dalla-svezia-per-il-popolo-palestinese.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/8602612825187658009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/8602612825187658009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/dalla-svezia-per-il-popolo-palestinese.html' title='Dalla Svezia per il popolo palestinese'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SXcPS6HteCI/AAAAAAAAAEM/UM-89JZqARQ/s72-c/sweden_flag2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-5807258835577472810</id><published>2009-01-20T07:20:00.000-08:00</published><updated>2009-01-20T07:22:01.792-08:00</updated><title type='text'>Il deficit sfora, debito alle stelle</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SXXsEeZqlhI/AAAAAAAAAEE/szqXuikZpuA/s1600-h/2007-10-22_122115813.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293396498668230162" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 256px; CURSOR: hand; HEIGHT: 169px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SXXsEeZqlhI/AAAAAAAAAEE/szqXuikZpuA/s320/2007-10-22_122115813.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Di Alberto D'Argenzio, su la Repubblica del 20/01/2009&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Bruxelles pessimista sull´Italia. Almunia: ma state reagendo bene. Il disavanzo al 3,8% nel 2009 e la disoccupazione arriverà fino all´8,7% nel 2010&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Come gli altri paesi d´Europa, l´Italia paga la crisi economica mondiale: quest´anno il nostro deficit tornerà a sforare i parametri di Maastricht, posizionandosi al 3,8% del Prodotto interno lordo. Ma il vero allarme arriva dal debito pubblico, che nel periodo 2007-2010 schizzerà in alto di 6 punti percentuali, ingrossando la montagna di soldi che ogni anno lo Stato deve pagare per finanziarlo. Colpa di una recessione che nei prossimi 12 mesi ci farà crescere il 2% in meno del 2008 e di una posizione di partenza dei conti pubblici che non consente al governo di fare granché.Le previsioni economiche della Ue pubblicate ieri a Bruxelles in anticipo sul calendario (per fare il punto della crisi), tagliano drasticamente quelle precedenti e sono in linea con le stime pubblicate settimana scorsa da Bankitalia (il ministro Tremonti le aveva definite «un esercizio da astrologi»). Con il risultato di gettare lunghe ombre sul futuro del Belpaese. Come detto, nel 2009 Roma registrerà una contrazione della crescita (-2%) rispetto a quella già negativa del 2008 (-0,6%). Solo nel 2010 il Pil tornerà ad aumentare, anche se timidamente (+0,3%).Previsione, oltretutto, minacciata da mille variabili negative. Non stupisce dunque che il deficit sia destinato a schizzare verso l´alto, sforando il parametro di Maastricht (3%): quest´anno si posizionerà al 3,8% del Pil (un punto in più rispetto al 2008), scendendo appena di un decimale nel 2010. E per l´Italia - uscita dall´incubo procedura deficit eccessivo meno di un anno fa, negli ultimi giorni del governo Prodi - si potrebbe avvicinare un nuovo procedimento Ue. Questa volta, però, Roma sarebbe in compagnia delle altre grandi capitali europee e la Commissione non dovrebbe chiedere risanamenti immediati, per evitare di strozzare le tenui possibilità di rilancio. Interpretazione confermata ieri sera da Jean-Claude Junker, presidente dell´Eurogruppo (il tavolo dei ministri della moneta unica riunitosi a Bruxelles).Ma la notizia più allarmante arriva dal debito, il vero fardello del Belpaese (è il più alto d´Europa): nel 2008 è arrivato al 105,7% del Pil, nel 2009 schizzerà al 109,3% e nel 2010 continuerà la sua corsa toccando il 110,3%. Oltretutto, avverte Bruxelles, potrebbe ulteriormente lievitare nel caso lo Stato dovesse trovarsi costretto a «ricapitalizzare» una o più banche in difficoltà. Ma non finisce qui. Quando l´economia va male, sale il tasso di disoccpuazione: in Italia passerà dal 6,7% dello scorso anno all´8,7% del 2010.Commentando le previsioni, il commissario Ue agli Affari economici, Joaqiun Almunia, ha sottolineato che «Tremonti sa perfettamente cosa va fatto: si tratta di dare seguito alle misure prese fino ad oggi all´insegna di un´adeguata combinazione tra l´esigenza di stimolare l´economia e quella di rimanere prudenti sul fronte dei conti». Insomma, reagire senza creare nuovi squilibri. Un via libera alla linea della cautela del ministro dell´Economia, che ieri ha incassato anche l´ok di Eurogruppo e Commissione sul piano anticrisi da 5 miliardi, giudicato coerente con l´attuale situazione italiana. Situazione in cui i margini di manovra sono ben pochi («l´altissimo debito - scrive la Ue - impedisce al governo di usare soldi pubblici per reagire alla crisi»).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-5807258835577472810?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/5807258835577472810/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/il-deficit-sfora-debito-alle-stelle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/5807258835577472810'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/5807258835577472810'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/il-deficit-sfora-debito-alle-stelle.html' title='Il deficit sfora, debito alle stelle'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SXXsEeZqlhI/AAAAAAAAAEE/szqXuikZpuA/s72-c/2007-10-22_122115813.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-6186997518366590891</id><published>2009-01-19T05:33:00.000-08:00</published><updated>2009-01-19T05:35:51.111-08:00</updated><title type='text'>Israele all'Aja</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SXSBoSNxNvI/AAAAAAAAAD8/1-ZhSgdPOEI/s1600-h/pict_20080317PHT24379.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5292997991151515378" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 256px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SXSBoSNxNvI/AAAAAAAAAD8/1-ZhSgdPOEI/s320/pict_20080317PHT24379.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Di Luisa Morgantini* e Roberto Musacchio**, da www.aprileonline.info, 15 gennaio 2009&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il commento: &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;I punti chiave della risoluzione approvata a Strasburgo dove si esprime "sgomento" per l'attacco di edifici civili e dell'Onu, prevede il cessate il fuoco, la fine dell'assedio, i valichi riaperti. Tel Aviv dovrebbe, come chiesto dalle Nazioni Unite, esser processata dalla Corte internazionaleCessate il fuoco immediato e permanente a Gaza, fine dell'assedio che "rappresenta una punizione collettiva contraria al diritto umanitario internazionale", riapertura di tutti i valichi per il passaggio di persone e merci da e per la Striscia e la riconferma della scelta di non procedere al voto per il potenziamento delle relazioni tra UE e Israele: sono questi i punti principali della risoluzione comune approvata oggi all'unanimità dalla plenaria del Parlamento Europeo. Da diverse fonti si hanno notizie di Hamas che sarebbe pronto ad accettare la tregua ma Israele continua la sua aggressione: mentre i Parlamentari votavano per la risoluzione in cui si esprime ''sgomento dinanzi alle sofferenze della popolazione civile di Gaza'' condannando ''con forza'' il fatto che ''siano stati colpiti obiettivi civili e delle Nazioni Unite'', il quartier generale dell'UNRWA, agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi a Gaza city è stato colpito dalle bombe israeliane, che sono cadute anche su ospedali e centri della Mezzaluna Rossa Palestinese. Il Parlamento Europeo chiede dunque con forza ad Israele di rispettare gli obblighi internazionali e il diritto umanitario, di garantire "corridoi" per l'accesso degli aiuti alla popolazione civile e di consentire alla stampa di seguire gli eventi che avvengono dentro la Striscia. La risoluzione chiede anche ad Hamas di fermare il lancio di razzi sulla popolazione civile nel sud di Israele e di lavorare per l'unità politica e territoriale palestinese.E' vergognoso che i gruppi PPE e UEN -per altro non seguiti da molti loro MEPS- abbiano chiesto un voto separato sul blocco di Gaza e sulla violazione da parte di Israele dei diritti umani: gli oltre 1000 morti e più di 4000 feriti a Gaza sono una tragedia e un crimine che non ammettono distinguo.Noi aderiamo e sosteniamo invece l'appello di molte ONG Internazionali ed europee, di Premi Nobel per la Pace e di gran parte della società civile mobilitata in questi giorni per la pace, affinché Israele risponda davanti alla Corte Internazionale di Giustizia dei crimini di guerra commessi contro i civili di Gaza -come richiesto anche dalla Commissione Diritti umani delle Nazioni Unite- e che un Tribunale internazionale verifichi anche se armi non convenzionali siano state usate dall'esercito israeliano nella Striscia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;*Vice Presidente del Parlamento Europeo&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;**Capo delegazione PRC al PE &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-6186997518366590891?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/6186997518366590891/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/israele-allaja.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/6186997518366590891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/6186997518366590891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/israele-allaja.html' title='Israele all&apos;Aja'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SXSBoSNxNvI/AAAAAAAAAD8/1-ZhSgdPOEI/s72-c/pict_20080317PHT24379.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-8036873734052955339</id><published>2009-01-17T03:01:00.000-08:00</published><updated>2009-01-17T03:11:59.474-08:00</updated><title type='text'>Germania, 50 miliardi, contro la crisi.Critici sindacati e sinistra</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SXG8bem7PNI/AAAAAAAAAD0/LGzdgvfR5zU/s1600-h/82605384.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SXG8bem7PNI/AAAAAAAAAD0/LGzdgvfR5zU/s320/82605384.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5292218217395862738" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Di Matteo Alviti, su Liberazione del 17-01-2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà la recessione più forte mai vissuta dalla Repubblica federale tedesca. Se le previsioni del ministero dell’Economia, anticipate giovedì dal Fi-nancial Times, verranno confermate, nel 2009 il pil della più solida economia dell’eurozona subirà una contrazione del 2,25%.&lt;br /&gt;Per superare la crisi, nella notte tra lunedì e martedì, il governo di grande coalizione ha varato il secondo pacchetto di aiuti all’economia e alle famiglie, per un valore complessivo di 50 miliardi di euro. Dopo mesi di cautela e i “soli” 12 miliardi del primo intervento - che le erano costati duri rimproveri, in Germania comein Europa -, la cancelliera Angela Merkel, con gli alleati della Csu bavarese e i socialdemocratici del vicen-cancelliere Steinmeier, ha approvato il più grande piano di spesa della storia della repubblica. Solo per rimanere alle misure più importanti, contro la crisi la grande coalizione ha deciso di alzare il livello del reddito esentasse a 8004 euro in due anni, di far scendere la prima aliquota dal 15 al 14% e di alleggerire il carico fiscale sugli aumenti di stipendio strappati dai rinnovi contrattuali. Inoltre sarà ridotto dello 0,6% il contributo versato da datori di lavoro e dipendenti per le assicurazioni sanitarie. Concessioni fiscali per circa nove miliardi di euro che faranno risparmiare poco più di 300 euro di tasse, in due anni, al ceto medio. A questi si aggiungeranno i 100 euro una tantum che il governo pagherà in primavera per ogni famiglia con figli a carico, esclusi i redditi più alti. Investimenti per circa 18 miliardi, poi, sono previsti nelle infrastrutture - ammodernamento di ospedali, scuole, strade ed edifici pubblici, posa della banda larga -, nella formazione e nella ricerca. Altri due miliardi saranno impegnati per la formazione dei disoccupati di lungo corso. Infine il governo ha previsto un premio di 2500 euro per chi lascerà rottamare un’auto più vecchia di nove anni. Una mano tesa all’ambiente, dice il governo, e, soprattutto, all’industria automobilistica in crisi, dicono i critici. In nome della difesa dei posti di lavoro, il governo nero-rosso ha raggiunto un compromesso che, secondo i critici, è più utile a soddisfare le lobby elettorali che non a rilanciare l’economia sul lungo periodo, disperdendo in troppi interventi una cifra pari all’1,4% del pil. Secondo le previsioni del ministero delle Finanze il tetto del 3% nel rapporto deficit-pil sarà sfondato solo nel 2010, raggiungendo il 4%. Per quel che riguarda i piani per il rientro del debito, negli anni a venire, il governo conta anche sugli utili di Bun-desbank. Comunque vada, il piano anticrisi non sarà comunque in grado, riconoscono gli stessi politici di grande coalizione, di annullare l’effetto del ciclone che si sta abbattendo sulle economie mondiali. Il piano del governo non è piaciuto affatto alle opposizioni, pronte a dare battaglia in un anno, il 2009, che prevede una lunga serie di appuntamenti elettorali, compreso il rinnovo del parlamento il prossimo ottobre. Secondo la sinistra d’opposizione, die Linke, il piano d’intervento non tutela adeguatamente i redditi più bassi: chi non paga le tasse perché guadagna troppo poco, insieme a 17 milioni di pensionati, non otterrà nulla. Critiche anche dai liberali: troppi debiti contratti solo per gettare fumo negli occhi all’elettorato in vista delle elezioni. Una bocciatura arriva anche dai sindacati, che con Michael Sommer, capo della federazione Dgb, giudicano insufficienti le misure mobilizzate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-8036873734052955339?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/8036873734052955339/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/di-matteo-alviti-su-liberazione-del-17.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/8036873734052955339'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/8036873734052955339'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/di-matteo-alviti-su-liberazione-del-17.html' title='Germania, 50 miliardi, contro la crisi.Critici sindacati e sinistra'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SXG8bem7PNI/AAAAAAAAAD0/LGzdgvfR5zU/s72-c/82605384.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-5505596898714256266</id><published>2009-01-16T05:56:00.000-08:00</published><updated>2009-01-16T05:59:30.776-08:00</updated><title type='text'>Perchè non abbiamo votato a favore della risoluzione su Gaza</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SXCScy1pFzI/AAAAAAAAADs/sTmAUhUoMuY/s1600-h/GUE_NGL-IRL.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5291890585541089074" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 153px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SXCScy1pFzI/AAAAAAAAADs/sTmAUhUoMuY/s320/GUE_NGL-IRL.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div align="justify"&gt;15/01/2009 - Strasburgo, 15 gennaio 2009 - &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Ci siamo astenuti nella votazione della risoluzione su Gaza perche l'Europa non può continuare a garantire l'impunità ad Israele di fronte alla continua violazione di tutte le convenzioni internazionali e degli accordi umanitari e sui diritti umani. La risoluzione approvata oggi dal Parlamento Europeo contiene alcuni punti importanti come la richiesta di un immediato cessate il fuoco e del rispetto della risoluzione 1860 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU e la richiesta ad Israele di rendere possibile l'entrata in Gaza degli aiuti umanitari . Ma ancora una volta l'Europa si limita alle parole. Manca una inequivocabile condanna dell'aggressione israeliana, mentre l'UE avrebbe dovuto sospendere l'accordo di associazione UE/Israele come esplicitamente previsto dalla clausola sui diritti umani presente nel medesimo accordo. L'uccisione di centinaia di bambini, di donne e di civili, il bombardamento delle sedi delle agenzie dell'ONU sono incompatibili con il rispetto dei diritti umani. Se qualunque altro Paese avesse commesso le atrocità che Israele sta commettendo a Gaza l'UE avrebbe immediatamente sospeso ogni rapporto commerciale. Aderiamo alla campagna internazionale per il boicottaggio dei prodotti israeliani, invitiamo tutti a non acquistare i prodotti provenienti da Israele contrassegnati con il codice a barre 729. Il boicottaggio é una risposta pacifica e nonviolenta a chi parla il linguaggio della violenza e delle armi». &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vittorio Agnoletto, europarlamentare GUE/Sinistra Europea &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Giulietto Chiesa, europarlamentare (indipendente) gruppo PSE &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-5505596898714256266?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/5505596898714256266/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/perch-non-abbiamo-votato-favore-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/5505596898714256266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/5505596898714256266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/perch-non-abbiamo-votato-favore-della.html' title='Perchè non abbiamo votato a favore della risoluzione su Gaza'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SXCScy1pFzI/AAAAAAAAADs/sTmAUhUoMuY/s72-c/GUE_NGL-IRL.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-9143252296439725757</id><published>2009-01-16T03:11:00.000-08:00</published><updated>2009-01-16T06:00:24.585-08:00</updated><title type='text'>Approvato il decreto anticrisi, ma il governo va sotto</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SXBr9jiNt9I/AAAAAAAAADk/WdJaiuMpEDg/s1600-h/berlusconi_3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5291848267415271378" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 262px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SXBr9jiNt9I/AAAAAAAAADk/WdJaiuMpEDg/s320/berlusconi_3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di Gemma Contin su Liberazione del 16-01-2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scivolone del centrodestra, ieri alla Camera dei deputati, che ha votato a favore di un ordine del giorno del Partito democratico sul cosiddetto decreto anticrisi.Un pacchetto di misure che il ministro Tremonti cerca di sdoganare come aiuti all'economia (famiglie e imprese, lavoratori e senza lavoro) per uscire da una crisi globale di cui si vedranno quest'anno tutte le conseguenze.Decreto tiepido, insufficiente: appena una litania tortuosa di quello che serve, ma un macigno sui disaccordi e dissapori intestini del Popolo delle Libertà, con i governatori del Sud allarmatissimi per la secolare "questione meridionale", con quelli del Nord frustrati nei loro progetti sul territorio (la "questione settentrionale"), e con in più il presidente della Camera, in doppiopetto iperistituzionale, insorto a garanzia delle prerogative del Parlamento, spodestato della sua funzione legislativa dal ricorso alla fiducia. Pretesa paradossale, per dire il vero, con un governo che gode di una maggioranza incontrastata sia alla Camera sia al Senato, anche senza il voto dei senatori a vita. Eppure, per come sono poi andate le cose, si è rivelata una preoccupazione del premier giustificata dal voto di ieri, che ha visto il Pd "trionfare" su una questione "irrilevante" come i pagamenti degli enti locali alle piccole e medie imprese.Vediamo allora, su un paio di punti "esemplari", di cosa parla questo decreto: un atto governativo contenente «Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e imprese e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale».Varato il 29 novembre scorso con la formula delle "ragioni di necessità ed urgenza", adesso i due rami del Parlamento sono chiamati a trasformarlo in legge entro il 28 gennaio, pena la decadenza. Primo capitolo: «Sostegno alle famiglie»; articolo 1: «Bonus straordinario per famiglie, lavoratori pensionati e non autosufficienza». Si tratta di un'una tantum, solo per quest'anno, da 200 a mille euro (se ci sono portatori di handicap) per nucleo famigliare, con reddito da 15mila a 35mila euro lordi all'anno, purché rilevabile dalle dichiarazioni dei redditi, comprensivo del valore catastale dell'abitazione, purché gli aventi diritto ne facciano richiesta all'Agenzia delle Entrate.L'articolo 4, «Fondo per il credito per i nuovi nati», dice: «Per la realizzazione di iniziative a carattere nazionale volte a favorire l'accesso al credito delle famiglie con un figlio nato o adottato nell'anno di riferimento, è istituito presso la Presidenza del Consiglio un apposito fondo rotativo, finalizzato al rilascio di garanzie dirette, anche fidejussorie, alle banche e agli intermediari finanziari». Un fondo a garanzia delle banche se le famiglie che contraggono un debito poi non possono pagarlo.Uno dei punti che soprattutto ha fatto infuriare i sindacati è il terzo capitolo: «Ridisegno in funzione anticrisi del quadro strategico nazionale». All'articolo 19 dice: «Potenziamento ed estensione degli strumenti di tutela del reddito in caso di sospensione dal lavoro o di disoccupazione, nonché disciplina per la concessione degli ammortizzatori in deroga». Si prevede che in un momento di gravissima crisi i fondi per la disoccupazione e la cassa integrazione non bastino per fare fronte al rincorrersi delle crescenti minacce di esodi dal lavoro. Sono a rischio infatti migliaia di posti, dato che nel 2009, dice l'Istat, il tasso di disoccupazione potrebbe superare l'8%. E allora il governo che cosa escogita? che l'indennità di disoccupazione e l'assegno di cassa integrazione vengano erogati in concorso con gli Enti locali. E se la pubblica amministrazione locale, già gravata da un patto di stabilità interna insostenibile, non interviene? nisba, nothing: le casse dello Stato non copriranno l'onere. Dunque chi resta disoccupato, o chi dovrebbe essere accompagnato alla fuoriuscita dall'attività lavorativa con provvidenze di sostegno, rischia di rimanere, letteralmente, in mezzo alla strada. Dite voi se questa è una legge!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-9143252296439725757?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/9143252296439725757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/approvato-il-decreto-anticrisi-ma-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/9143252296439725757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/9143252296439725757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/approvato-il-decreto-anticrisi-ma-il.html' title='Approvato il decreto anticrisi, ma il governo va sotto'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SXBr9jiNt9I/AAAAAAAAADk/WdJaiuMpEDg/s72-c/berlusconi_3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-1313246595038900892</id><published>2009-01-16T01:58:00.000-08:00</published><updated>2009-01-16T02:02:39.206-08:00</updated><title type='text'>Perché l'Italia non può fare l'ottimista</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SXBbMkrB4MI/AAAAAAAAADU/fQM1QaYU5U8/s1600-h/crisi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5291829833721045186" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 208px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SXBbMkrB4MI/AAAAAAAAADU/fQM1QaYU5U8/s320/crisi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Di Raffaela Cascioli, su Europa del 15-01-2009&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il contrasto tra la realtà dell'economia e il mondo virtuale della politica di governo e maggioranza non è mai apparso così evidente come ieri. Mentre, infatti, l'aula di Montecitorio concedeva la fiducia al governo su un testo blindato del decreto anticrisi, la temperatura del?economia è scesa sotto zero.&lt;br /&gt;A novembre la produzione industriale, stando ai dati Istat, è crollata del 12,3% su base tendenziale. Depurato dagli effetti di calendario, il crollo si attesta intorno al 9,7% facendo segnare la riduzione più ampia dal gennaio del 1991. Un dato ancora più drammatico per il settore automobilistico dove la produzione è precipitata del 46,4%. A peggiorare un quadro già di per sé preoccupante sono arrivati i dati del Centro studi di Confindustria secondo cui il Pil 2008 si chiuderà con un calo dello 0,6% e avrà un effetto depressivo anche per il 2009 quando la contrazione sarà dell'1,1%.&lt;br /&gt;Se per lOcse l'Italia ha conquistato la maglia nera per la crescita nellarea, gli economisti di Parigi ritengono che nella zona euro il peggio deve ancora arrivare nonostante il dato sulla crescita tedesca nel quarto trimestre 2008 fotografi già il paese in recessione. La stima della contrazione d'oltre Reno nell'ultimo trimestre 2008 è compresa tra ìl,5 e il 2% al punto da frenare la locomotiva tedesca nel dato finale del 2008 quando il Pil crescerà dell 1,3%. La brusca frenata tedesca si rifletterà inevitabilmente già a partire dal primo trimestre di quest'anno sul Bei-paese. Finora, visti i legami commerciali tra Italia e Germania, è sempre andata così e, quindi, all'industria tricolore non resta che sperare nella ripresa di un mercato interno che proprio il decreto anticrisi non sembra per nulla rivitalizzare né a livello di sostegno dei redditi e di ammortizzatori sociali, né di aiuti alt impresa. A fronte di risorse insufficienti e di coperture insoddisfacenti, il decreto mette in luce le divisioni della maggioranza e l'incapacità del governo di far fronte alt emergenza economica. Per il ministro ombra dell economia del Pd, Pierluigi Bersani, ? Italia è un paese fermo che non solo non fronteggia la crisi ma ha anche impedito al parlamento una discussione efficace sulle misure anticrisi. Nel chiedere la fiducia sul provvedimento, il governo ha detto che l'Italia è il primo paese ad affrontare la crisi. Parole colpevolmente pesanti visto che la Germania lunedì sera ha deciso un piano di rilancio di 50 miliardi di euro «per liberare forze a favore della crescita e del lavoro». Cinquanta miliardi articolati in investimenti pubblici e abbassamento d'imposte. Questo provvedimento segue una prima iniziativa di rilancio varata dal governo tedesco in autunno con una dotazione di 31 miliardi di euro.&lt;br /&gt;Ed è di ieri la notizia che le autorità inglesi si apprestano a garantire fino a 20 miliardi di sterline (pari a 22 miliardi di euro) di prestiti a breve termine contratti dalle pmi. Obiettivo del ministro del commercio Man-delson è quello di incoraggiare gli istituti di credito a finanziare le pmi al punto che la garanzia statale coprirà il 50% del rischio di non pagamento dei prestiti a breve così da consentire di mettere in sicurezza le linee di credito concesse alle imprese con un giro d'affari non superiore ai 500 milioni di sterline. Il governo britannico è anche pronto a mettere una garanzia speciale di un miliardo di sterline sui prestiti a lungo termine contratti dalle microimprese con un fatturato non superiore ai 25 milioni di sterline. Ed ancora Mandel-son ha annunciato la creazione di un fondo con una dotazione di 75 milioni di sterline, che investirà direttamente nelle piccole imprese sottocapitalizzate. Si tratta della terza tappa per Gordon Brown che a ottobre ha messo a punto un piano di salvataggio delle banche e a novembre ha varato un piano di rilancio del bilancio. In Italia le cifre sono ridicole e, soprattutto, il loro impatto resta discutibile. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-1313246595038900892?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/1313246595038900892/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/perch-litalia-non-pu-fare-lottimista.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/1313246595038900892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/1313246595038900892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/perch-litalia-non-pu-fare-lottimista.html' title='Perché l&apos;Italia non può fare l&apos;ottimista'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SXBbMkrB4MI/AAAAAAAAADU/fQM1QaYU5U8/s72-c/crisi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-7842351725736405855</id><published>2009-01-12T04:06:00.000-08:00</published><updated>2009-01-12T04:49:06.486-08:00</updated><title type='text'>Guerra del Gas: Intesa siglata tra Ue, Ucraina e Russia. Ripartono le forniture</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SWs8LDXZeXI/AAAAAAAAACs/qQcGWcjtivY/s1600-h/9901a686d3e99ca83c1bc2f499d4d025.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 177px; height: 256px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SWs8LDXZeXI/AAAAAAAAACs/qQcGWcjtivY/s320/9901a686d3e99ca83c1bc2f499d4d025.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5290388347856451954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;KIEV – Torna il gas in Europa. L’accordo tra Ue, Ucraina e Russia è stato siglato la notte scorsa dopo giorni di apprensione per una buona parte dei paesi del vecchio continente che si riforniscono di combustibile volatile da Mosca. Riprenderanno a partire da oggi le forniture anche per l’Italia, mettendo così la parola fine a questa nuova “guerra del gas” che nel giro di poco più di una settimana aveva già lasciato al freddo intere città e costretto diverse industrie ad abbassare la velocità della produzione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A dare notizia dell’esito positivo del negoziato  è stato il ministro dell’industria della Repubblica Ceca, Marin Riman, che aveva il mandato di trattare con le due parti in contrasto per conto della Ue. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la sua firma al protocollo d’intesa, Kiev apre così le sue porte ad un numero ancora indefinito di osservatori europei che avranno il compito di monitorare il corretto transito del gas russo dal gasdotto ucraino. Mosca aveva, infatti, accusato nei giorni scorsi il governo dell’ex Stato satellite di rubare il combustibile diretto verso l’Europa, e per questo aveva interrotto definitivamente le forniture, seminando una vera e propria reazione di panico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, dopo l’accordo sottoscritto ieri dai rappresentanti russi e da quelli della Ue, nella notte è arrivata la stretta di mano e le relative firme di Tymoshenko e del suo omologo ceco Topolanek, nonché attuale presidente di turno dell’Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso, come ha assicurato lo stesso Topolanek, l’arrivo degli osservatori nelle zone chiave per il controllo del transito di gas è solo “questione di ore”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-7842351725736405855?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/7842351725736405855/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/guerra-del-gas-intesa-siglata-tra-ue.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/7842351725736405855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/7842351725736405855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/guerra-del-gas-intesa-siglata-tra-ue.html' title='Guerra del Gas: Intesa siglata tra Ue, Ucraina e Russia. Ripartono le forniture'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SWs8LDXZeXI/AAAAAAAAACs/qQcGWcjtivY/s72-c/9901a686d3e99ca83c1bc2f499d4d025.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-1432828893016419105</id><published>2009-01-09T02:14:00.000-08:00</published><updated>2009-01-09T02:17:38.073-08:00</updated><title type='text'>Ue, allarme disoccupati. Almunia: «Basta parole»</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SWckG4T2ezI/AAAAAAAAACk/nka2KstHJwE/s1600-h/bandiere.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5289235987983399730" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 173px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SWckG4T2ezI/AAAAAAAAACk/nka2KstHJwE/s320/bandiere.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Di Fabio Sebastiani, da Liberazione del 09-01-2009&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Prima il credit crunch e adesso la disoccupazione. Non è l'Europa a navigare in cattive acque, ma gli europei: dal novembre 2007 allo stesso mese del 2008 quasi un milione e duecentomila sono stati espulsi dai luoghi di lavoro. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Secondo i dati diffusi ieri da Eurostat, il tasso di disoccupazione dell'eurozona a novembre ha toccato quota 7,8% dopo il 7,7% di ottobre. Rispetto all'ottobre 2008, il numero di senzalavoro è cresciuto di 274.000 unità nell'Ue-27 e di 202.000 nell'eurozona. Per i leader del Vecchio continente, il conto alla rovescia è già cominciato. Ed è stato lo stesso commissario a far sapere che il tempo dei convegni è finito e che ora occorre agire. «Annunciare piani di rilancio non basta, le misure vanno attuate per vederne gli effetti», ha detto Amelia Torres, portavoce del commissario europeo agli Affari economici Joaquin Almunia nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles. «La situazione economica nell'ultimo mese si è deteriorata in modo significativo - ha sottolineato - e continua a deteriorarsi. Noi speriamo che il piano di rilancio proposto dalla Commissione europea ed adottato dai Paesi membri porti i suoi risultati per evitare una recessione lunga e difficile». Al momento le misure previste dai governi ammontano allo 0,9% del Pil, rispetto all'1,2% proposto da Bruxelles, ha ricordato Torres, spiegando che si tratta comunque «di una cifra significativa». L'Ocse, intanto, invece di occuparsi dei costi sociali della crisi preferisce contare le perdite delle banche e invoca maggiori finanziamenti pubblici nel nome del principio "troppo grandi per fallire". Per la cancelliera Angela Merker, l'impegno delle casse pubbliche, però, deve essere «temporaneo». E ieri l'ha ribadito al convegno internazionale sulla crisi dell'economia promosso dal premier Sarkozy. Le principali banche mondiali hanno perso 3.068 miliardi di dollari di capitalizzazione borsistica nel 2008 a causa della crisi dei mercati. Nei 10 principali Paesi (G10) la perdita di valore ha totalizzato 1.727 miliardi rispetto al 2007. Il calo più ampio è degli Usa (-423 miliardi), seguiti da Regno Unito (-307), Belgio e Italia (-176 miliardi). La Penisola, però, aveva segnato nel 2007 un aumento (+73 miliardi) della capitalizzazione delle banche, contrariamente a tutti gli altri big, già 'in rossò. Nel 2007 le banche Usa avevano già lasciato sul terreno borsistico 339 miliardi di dollari, le giapponesi 112 miliardi, le britanniche 101, le francesi 31 e le svizzere 44 miliardi. Gli istituti transalpini nel 2008 (dal 1 gennaio al 19 dicembre) hanno invece visto la capitalizzazione ridursi di 157 miliardi e gli elvetici di 107,5 miliardi. Le banche tedesche hanno pagato lo scotto della crisi lo scorso anno perdendo 84 miliardi di valore di mercato, dopo averne persi 3,7 nel 2007. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli economisti dell'Ocse sottolineano anche che è essenziale dare sostegno finanziario alle istituzioni sistematicamente importanti e interconnesse, sulla base del principio «too big to fail» (troppo grandi per fallire) e che tale aiuto deve essere coordinato a livello internazionale, come emerge dal caso delle banche islandesi. Nella quarantina di banche «sistemicamente importanti» per le economia dei Paesi di appartenenza, l'Ocse indica anche le due big italiane Unicredit e Intesa SanPaolo. Mentre la crisi avanza, in Italia si litiga. Ieri l'opposizione è stata costretta ad abbandonare la commissione Lavoro perché il quadro su cosa voglia fare veramente il Governo non è assolutamente chiaro. Da un parte il ministro Sacconi che annuncia la proroga della social card e, dall'altra, nessun aumento di risorse nel capitolo degli ammortizzatori sociali. E Tremonti da Parigi, dove ha partecipato al convegno internazionale di Sarkozy, ha fatto sapere che la crisi in Italia, a ben vedere, non esiste, perché «i consumi hanno tenuto». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Motivo per cui, non si è fatta la detassazione della tredicesima. Altro punto interrogativo è il decreto per la ricapitalizzazione delle banche. Insomma, più che escludere qualche categoria professionale amica dai piani di settore la maggioranza di centrodestra non riesce a fare. E questo è preoccupante.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-1432828893016419105?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/1432828893016419105/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/ue-allarme-disoccupati-almunia-basta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/1432828893016419105'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/1432828893016419105'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/ue-allarme-disoccupati-almunia-basta.html' title='Ue, allarme disoccupati. Almunia: «Basta parole»'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SWckG4T2ezI/AAAAAAAAACk/nka2KstHJwE/s72-c/bandiere.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-291441848932071880</id><published>2009-01-08T02:19:00.000-08:00</published><updated>2009-01-08T02:24:48.607-08:00</updated><title type='text'>Bus atei a Londra</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SWXUawOUeaI/AAAAAAAAACU/vBzwc8tlFoY/s1600-h/Aged_Big_Ben_with_a_classic_London_bus_in_red.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5288866893503166882" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 214px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SWXUawOUeaI/AAAAAAAAACU/vBzwc8tlFoY/s320/Aged_Big_Ben_with_a_classic_London_bus_in_red.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tratto da RaiNews24&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;In genere pubblicizzano film in uscita o l'ultimo profumo di Armani, ma ora sugli autobus di Londra campeggieranno poster con la scritta: "Dio probabilmente non esiste, quindi smettila di preoccuparti e goditi la vita". La campagna, naturalmente ad opera di associazioni atee, ha ricevuto offerte record per un totale di 113mila dollari, superando di ben sette volte gli obiettivi prefissati.Tra i donatori vip c'è il professore di biologia della Oxford University Richard Dawkins che ha donato novemila dollari. La British Humanist Association, che gestisce i fondi, ha spiegato che l'iniziativa - che dovrebbe durare per tutto il mese di gennaio - ha ricevuto un tale successo che potrebbe estendersi anche a Manchester e Edimburgo.A capo della campagna è la sceneggiatrice inglese Ariane Sherine, che ha spiegato di aver pensato all'iniziativa dopo aver visitato un sito cristiano in cui si spiegava che i non credenti finiranno all'inferno. "Ho pensato che sarebbe stato positivo presentare un messaggio incoraggiante, per gli atei questa è l'unica vita che abbiamo e dovremmo godercela non vivere del terrore".La campagna è anche una risposta a quello che gli atei definisco un trattamento preferenziale dato alla religione nella società britannica.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-291441848932071880?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/291441848932071880/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/bus-atei-londra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/291441848932071880'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/291441848932071880'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/bus-atei-londra.html' title='Bus atei a Londra'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SWXUawOUeaI/AAAAAAAAACU/vBzwc8tlFoY/s72-c/Aged_Big_Ben_with_a_classic_London_bus_in_red.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-5768434997062682901</id><published>2009-01-07T05:24:00.000-08:00</published><updated>2009-01-07T05:33:41.254-08:00</updated><title type='text'>Scontri in Svezia fra immigrati e polizia</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SWSvJivpf3I/AAAAAAAAACE/ITtFLHfyYnI/s1600-h/trafficking_sweden.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5288544440920145778" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SWSvJivpf3I/AAAAAAAAACE/ITtFLHfyYnI/s320/trafficking_sweden.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Di Bruno Amoruso, da Il Manifesto del 21-12- 2008&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Terza notte di violenze a Malmoe dopo lo sgombero di una moschea «abusiva». La polizia svedese prova a sedare la rivolta nel quartiere Rosengård anche con l'aiuto di agenti arrivati dalla Danimarca.&lt;br /&gt;Sradicamento dal contesto «tradizionale» e strade chiuse per l'accesso al mercato del lavoro: in crisi il modello d'integrazione scandinavo dei migranti. Per la terza sera consecutiva, la città di Malmoe in Svezia ha vissuto una serata di disordini: cinque giovani fermati dopo il lancio di molotov contro una scuola, qualche cassonetto incendiato. Poca cosa rispetto alle due precedenti notti di scontri tra polizia e dimostranti, scoppiati al culmine di una settimana di tensione e proteste - pacifiche però - dopo la chiusura di un centro islamico che ospitava una moschea senza i dovuti permessi. Si vede che ha avuto qualche effetto l'intervento energico e numeroso della polizia svedese e danese, e l'opera di mediazione svolta dai rappresentanti delle comunità islamiche locali. Il quartiere di Rosengård, teatro degli scontri, aveva ospitato mesi fa alcune delle iniziative del Forum sociale europeo che avevano offerto ai partecipanti un assaggio della diversità sociale urbana della città e della sensibilità dei movimenti locali. Si tratta di un quartiere costruito tra gli anni '60 e '70 per famiglie a basso reddito. Ma è cresciuta in fretta, diventando una zona di concentrazione di immigrati e sovrappopolata rispetto alle previsioni: costruita per 15.000 persone, oggi ne ospita oggi più di 22.000, all'80% immigrati e con una forte presenza di persone non registrate. Parti del quartiere sono divenuti slum urbani (Herrgården) con popolazione povera e zingari. Alle ultime elezioni locali i socialdemocratici e la sinistra hanno ottenuto rispettivamente il 72% e il 6 % dei voti. Solo un braccio di mare separa Malmoe dalla capitale danese Copenaghen, e un ponte le unisce. Ora la collaborazione tra la polizia e gli organi di sicurezza dei due paesi riflette la loro preoccupazione di fronte quella che era iniziata come una protesta identitaria, sociale e religiosa: ma ha assunto caratteri sempre più politici, fondendosi con movimenti giovanili locali e ispirandosi a fenomeni politici e culturali internazionali. Questo coktail tra conflitti sociali e politici interni e quelli internazionali allarma quantomai le forze di sicurezza danesi, per la sensibilità diffusa tra i giovani verso le forme di solidarietà che, in varie occasioni, ha dato luogo a forme strette di collaborazione. Il tema più discusso in Danimarca da alcuni mesi è la pubblicazione degli atti giudiziari di un gruppo politico che in alleanza con organizzazioni palestinesi e antimperialiste ha condotto per venti anni un'attività illegale e militarizzata, in barba a tutti i sistemi efficienti di controllo sociale, poliziesco e militare (Blekingegade-banden). Gli episodi di Malmoe non sono nuovi e riflettono una tensione latente ormai da alcuni anni e che ha visto episodi simili di protesta violenta anche nella vicina Danimarca. Le esplosioni di rabbia avvengono sempre sotto la spinta di fenomeni specifici percepiti come provocazioni: come lo fu la bravata razzista della pubblicazione delle vignette da parte dello Jylland Posten danese, o come il diniego di poter esercitare i propri riti di culto e di aprire cimiteri di culto islamico. Inoltre da un decennio è iniziata una opera sistematica di esproprio degli spazi che nei vent'anni precedenti i movimenti sociali e della sinistra erano riusciti a costruire: Cristiania a Copenaghen, l'Università di Roskilde, la Casa dei giovani che l'anno scorso fu causa di scontri violenti sempre a Copenaghen, fino all'episodio recente di Malmoe. Spesso il pretesto assume forme giuridico-formali: la richiesta di un privato di riprendersi la sede a Malmoe. O, nel caso della Casa dei giovani di Copenaghen, la vendita dello stabile da parte del comune a una setta religiosa che lo ha acquistato al solo scopo di «allontanare il peccato" da quei luoghi. Si intrecci tutto questo al crescere dell'immigrazione negli ultimi trenta anni, che ha sempre più messo in crisi il meccanismo di integrazione previsto ed applicato dalle politiche migratorie dei paesi scandinavi. L'aumento del numero non consente più la dispersione degli immigrati sul territorio, per cui aumenta la richiesta di spazi e di servizi legati non solo alle funzioni tradizionali dell'amministrazione pubblica di questi paesi, ma a forme diverse di vita e di organizzazione sociale, culturale e religiosa. Nascono così inevitabilmente forme di «dualismo» che società fortemente integrate (mono-etniche, con religione di stato, e livelli altissimi di coesione e controllo sociale) come quelle scandinave hanno difficoltà a gestire e accettare. Ma alla base di tutto ciò c'è oggi la rivolta dei giovani musulmani che, nutrita dalle esperienze esistenziali dei giovani immigrati di seconda e terza generazione, tende a radicalizzarsi rispetto alle stesse comunità e ai rappresentanti più anziani. La rivolta giovanile è dovuta paradossalmente al successo dell'integrazione dei giovani immigrati in questi paesi mediante l'istruzione e la cittadinanza, che però poi si è arrestata alla soglia del loro inserimento di vita nella società. Il percorso è lineare. I figli di immigrati nati in questi paesi sono accompagnati dall'inizio dallo stato e dalle sue istituzioni verso una forma totale di integrazione che inizia dall'asilo e li segue fino al termine degli studi superiori. Il successo di questa integrazione produce l'assorbimento di questi giovani in moduli di vita europei e moderni, con l'acquisizione della promozione individuale e sociale mediante l'istruzione e il lavoro, e con la loro crescente separazione verso i propri nuclei tradizionali familiari e religiosi in parallelo con quanto avviene per i giovani danesi. La separazione dei giovani dalle famiglie avviene anche per i danesi, ma dentro una tradizione consolidata e di reciproca accettazione, mentre per i giovani islamici (e stranieri in genere) significa la rottura con il proprio nucleo di riferimento e familiare. Fin qui l'integrazione sembra funzionare. Ma poi tutto si rompe. Si scopre cioè che lo sradicamento dal proprio nucleo di riferimento è stato reale, l'integrazione nel nuovo paese solo formale. Al termine degli studi il lavoro reintroduce criteri di selezione tra giovani danesi e giovani immigrati. La cittadinanza non nasconde differenze di razza, religione e appartenenza sociale. Inoltre, i giovani danesi hanno mantenuto dentro le loro tradizioni un rapporto anche familiare, mentre i giovani immigrati hanno pagato con la rottura con le loro radici (famiglia, gruppo religioso, ecc.). Quindi si riscoprono discriminati due volte, per lavoro e per cultura, e per di più oltraggiati verso quei valori di provenienza che li portano a dover ricercare un legame perduto con le famiglie. Si scopre così in forme pratiche il torto subito con la falsa modernità borghese e occidentale, e a questo si aggiunge poi la beffa di veder ridicolizzare le proprie tradizioni ed i propri valori di riferimento. La rabbia si trasforma in protesta e in molti casi anche in rivolta.Per questo la rivolta di Malmo si lega a quelle danesi, delle banlieue francesi, dei giovani palestinesi, e non è di difesa di diritti e dell'esistente ma di una sua irriducibile contestazione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-5768434997062682901?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/5768434997062682901/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/scontri-in-svezia-fra-immigrati-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/5768434997062682901'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/5768434997062682901'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/scontri-in-svezia-fra-immigrati-e.html' title='Scontri in Svezia fra immigrati e polizia'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SWSvJivpf3I/AAAAAAAAACE/ITtFLHfyYnI/s72-c/trafficking_sweden.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-3582622093790477128</id><published>2009-01-05T12:35:00.000-08:00</published><updated>2009-01-05T12:38:02.794-08:00</updated><title type='text'>Le nostre risposte alla crisi in Medioriente</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SWJvorgI9sI/AAAAAAAAAB0/i-8qBKJv5dg/s1600-h/10249_a24538.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 201px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SWJvorgI9sI/AAAAAAAAAB0/i-8qBKJv5dg/s320/10249_a24538.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287911657149363906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Di Giuseppe Quaranta* , da www.esserecomunisti.it del 02/01/2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le drammatiche notizie che ci giungono in queste ore da Gaza, oltre a provocare in noi militanti di sinistra indignazione, preoccupazione, angoscia e rabbia, ci portano spesso degli interrogativi, dalle risposte non sempre facili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la domanda non è “ di chi è la colpa ? “, qui c'è poco da discutere. Le responsabilità, non solo in quest'ultima carneficina sono chiare, palesi. Israele e le sue politiche hanno responsabilità inequivocabili. Come tante responsabilità hanno tutti gli Stati dell'occidente che nei decenni hanno appoggiato, avallato, spinto o semplicemente non contrastato le politiche di occupazione violenta di Israele. Per non parlare della sistematica violazione delle risoluzioni dell'Onu da parte di Israele nel silenzio delle stesse Nazioni Unite. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'impossibilità dell'equidistanza tra Israele e Palestina, cioè quindi tra oppressore feroce e oppresso è ( o meglio dovrebbe essere ) quindi patrimonio e punto fondante per una sinistra coerente, ma la domanda dalla risposta più difficile rimane quella sul rapporto del movimento internazionale di solidarietà con la Palestina nei confronti di Hamas. Ovviamente, partendo da una considerazione fondamentale e cioè che ogni popolo ha il diritto di scegliersi il proprio governo. Quindi, nei considerare la questione palestinese oggi, non possiamo non legittimare il governo che i palestinesi stessi si sono dati nelle ultime elezioni. &lt;br /&gt;E la domanda non è neanche quella di chiedersi se sia giusto per un popolo oppresso e sotto occupazione armata resistere nei modi che ritiene opportuni, fa anche questo parte del suo diritto. &lt;br /&gt;La vera domanda è se in Hamas e quindi nel fondamentalismo islamico si possa trovare la soluzione alla drammatica situazione del popolo palestinese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mole di fuoco piombata su Gaza non ha giustificazione, ciò che sta emergendo da settori della destra italiana ad esempio, per giustificare questa nuova guerra da parte di Israele è a dir poco agghiacciante. E' quanto mai urgente una forte mobilitazione contro queste violenze inaudite, contro questi attacchi dalla ferocia difficilmente eguagliabile. La nostra solidarietà al popolo palestinese deve arrivare in maniera chiara e forte. Ma questa solidarietà, deve essere innanzitutto indirizzata nei confronti del popolo palestinese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un ottica di campi contrapposti – imperialismo Usa-Israele e stati che oggettivamente assumono una funzione antimperialista – viene spontaneo ad alcuni settori della sinistra di “ schierarsi “, nello scacchiere mediorientale con Hamas, con Hezbollah in Libano, con la variegata resistenza irachena ecc. Ma sarebbe sbagliato, semplificare e schematizzare. Si può da comunisti ad esempio, appoggiare acriticamente Hezbollah sapendo che ha decimato il partito comunista libanese ? Si può appoggiare contemporaneamente la resistenza baathista e laica irachena in parte legata alla figura di Saddam Hussein e contemporaneamente appoggiare l'Iran di Ahmadinejad ? Con troppa faciloneria, si rischia di giocare, dai salotti di casa nostra ad un macabro Risiko, dove il nemico del mio nemico è sempre e comunque mio amico. &lt;br /&gt;La situazione è purtroppo, tanto più complessa e tanto più drammatica. Tanto più che non ci troviamo di fronte ad un vero e proprio processo rivoluzionario come è in atto in America Latina, dove è molto più facile individuare l'interlocutore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' evidente, che le difficoltà ( dovute ad elementi però non solo soggettivi ) di una sinistra laica, progressista e radicata nel mondo arabo abbiano favorito da un lato Israele e le sue pulsioni più violente e feroci, dall'altro le organizzazioni fondamentaliste islamiche : non è un caso, che questi aspetti si sono spesso intrecciati. &lt;br /&gt;Dal finire degli anni settanta, con una forte escalation negli anni ottanta, le varie organizzazioni islamiste a vario livello, furono finanziate dai governi e dalle autorità militari israeliane*, in funzione anti-Fatah proprio per bloccare il processo che avrebbe potuto portare se non alla creazione di uno stato palestinese almeno a condizioni migliori di quelle attuali per i palestinesi. &lt;br /&gt;In quel periodo, mentre l'offensiva nei confronti di Fatah si faceva durissima e la corruzione di quest'ultima raggiungeva livelli inaccettabili, fiorivano le strutture legate al mondo islamista ( nella sola Gaza nel 1992 le moschee diventano oltre 600 ). I contributi economici che Hamas riceveva in vario modo ( più o meno direttamente dal governo israeliano, nonché dai contributi dell'allora parte più agiata dei palestinesi che versava regolarmente quote all'organizzazione musulmana ), si sono trasformati in welfare diffuso : ospedali, scuole e tutto quello che concretamente conduce ad un reale radicamento tra il popolo. &lt;br /&gt;La caduta del muro, il crollo dell'Urss di certo non aiutarono le organizzazioni ed i partiti progressisti e laici, in qualche modo legati al movimento comunista e progressista internazionale, avallando ancor di più la tesi che la “ prospettiva islamica “ era l'unica percorribile per il martoriato popolo palestinese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rafforzamento di Hamas ( dalla storia sempre molto contraddittoria : nel '91 ad esempio, l'organizzazione islamica fu molto timida nel condannare la prima guerra del Golfo, cosa che fecero senza esitazione sia Fatah che Arafat), ebbe come conseguenza il rafforzamento di una destra ancora più feroce in Israele, che è riuscita ormai a permeare anche settori più moderati della politica e della cultura israeliana. &lt;br /&gt;Da quel momento, i rispettivi rafforzamenti si “ tengono “ : più violenza da parte di Israele, più si rafforza Hamas e se questa cresce, cresce ancor di più la violenza israeliana. &lt;br /&gt;Hamas, oggettivamente finisce per essere “strumento” del governo israeliano. Non si può non vedere questo drammatico aspetto. In questi tristissimi giorni, questo “ indiretto ” legame tra Hamas e Israele è molto evidente. &lt;br /&gt;Ora più che mai la guerra appare come uno strumento che favorisce le posizioni più violente, fasciste ( per dirla come Mohammed Nafa'h, segretario del partito comunista israeliano ) della destra e di quasi tutto il mondo politico israeliano : il dramma è che si sta facendo una vera e propria campagna elettorale massacrando centinaia di persone nel silenzio, quando non nell'appoggio della comunità internazionale &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi però, davanti un tale massacro le organizzazioni e i partiti attivi nella resistenza a questa ennesima e vile aggressione devono giustamente collaborare, non possono fare altro : le spaccature sarebbero dannose per tutti. Fa benissimo quindi il FPLP ( Fronte Popolare per la liberazione della Palestina ) a farsi promotore in questi giorni di manifestazioni e raduni unitari**, facendo da “ cerniera “ tra Fatah e Hamas. Ma fa altrettanto bene nel cercare di risollevarsi, nel cercare di creare le condizioni affinchè rinasca una sinistra laica e progressista. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro compito ora deve consistere nel condannare il genocidio in atto a Gaza, condannare quei comportamenti che da anni provocano nei palestinesi inaccettabili sofferenze. Oggi, come ieri e come domani, è necessario stare al fianco del popolo palestinese, della sua eroica resistenza, della sua causa, impegnandoci, indignandoci, mobilitandoci. &lt;br /&gt;Ma sapendo che difficilmente, senza la rinascita in Palestina di una sinistra forte, maggioritaria , realmente progressista e quindi laica si potrà a breve trovare una vera soluzione alla “questione palestinese “. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* segreteria PRC-SE federazione di Bologna &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;note: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*vedi “ Una guerra empia “ e “ L'Alleanza contro Babilionia “ (Eleuthera ed.) di John K. Cooley ; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ Koteret Rashit (ottobre 1987 ) settimanale israeliano &lt;br /&gt;** intervista a Khalida Jarrar deputata del FPLP al consiglio legislativo da Il Manifesto del 31/12/08 ; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per un quadro completo della questione palestinese e della storia della sinistra in Palestina “ PALESTINA 1881-2006. di Fabio De Leonardis (Ed. La città del Sole)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-3582622093790477128?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/3582622093790477128/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/le-nostre-risposte-alla-crisi-in.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/3582622093790477128'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/3582622093790477128'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2009/01/le-nostre-risposte-alla-crisi-in.html' title='Le nostre risposte alla crisi in Medioriente'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SWJvorgI9sI/AAAAAAAAAB0/i-8qBKJv5dg/s72-c/10249_a24538.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-1363372859945638416</id><published>2008-12-31T04:58:00.000-08:00</published><updated>2008-12-31T05:00:49.431-08:00</updated><title type='text'>La notizia arriva in serata: l'Unione europea ha cessato un cessate-il-fuoco permanente nella Striscia di Gaza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVts-Bt7x0I/AAAAAAAAABs/9qDlaaGT7po/s1600-h/palestina.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 210px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVts-Bt7x0I/AAAAAAAAABs/9qDlaaGT7po/s320/palestina.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285938400518195010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fonte Liberazione del 31-12-2008&lt;p&gt;La notizia arriva in serata: l'Unione europea ha cessato un cessate-il-fuoco permanente nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, a margine della riunione di Parigi dei capi della diplomazia dei Ventisette. E anche dal Quartetto per il Medio Oriente (Ue, Stati Uniti, Russia e Nazioni Unite) chiedono l'immediato cessate il fuoco a Gaza.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;Nel pomeriggio si era saputo che il governo israeliano aveva ricevuto una proposta francese per un cessate-il-fuoco di 48 ore e si appresta a esaminarla. Lo hanno reso noto fonti del governo.&lt;br /&gt;Secondo fonti della difesa, il premier Ehud Olmert e i ministri degli esteri e della difesa si sono incontrati per discutere della proposta, presentata dal ministro degli esteri francese Bernard Kouchner. Un portavoce militare ha intanto negato che le forze armate abbiano proposto una tregua di 48 ore per vedere se Hamas cesserà i tiri di razzi prima di decidere di lanciare un' offensiva terrestre contro Hamas a Gaza. Il ministro degli esteri israeliano, signora Tzipi Livni, si è rifiutata di commentare la notizia. «Ciò che ho da dire lo dirò al gabinetto e non alla stampa» ha detto la signora Livni, citata dalla stampa locale.&lt;br /&gt;Ufficiali dello Shin Bet, i servizi interni israeliani, e le forze di difesa israeliane hanno così smentito la notizia secondo cui l'apparato della Difesa dello Stato ebraico avrebbe raccomandato un'iniziativa diplomatica per ridurre il conflitto contro Hamas e avviare una tregua di quarantotto ore nella Striscia di Gaza, da quattro giorni obiettivo dei raid israeliani, prima che sia necessario avviare un'operazione di terra nel Territorio.&lt;br /&gt;Lo ha riferito l'edizione online del quotidiano israeliano Haaretz dopo che le notizie circolate sul presunto suggerimento di funzionari della Difesa al premier dimissionario Ehud Olmert di concordare una tregua temporanea con Hamas per la Striscia di Gaza, sulla base di un'iniziativa del ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner. L'obiettivo della tregua temporanea sarebbe stato quello di valutare la capacità di Hamas di rispettare il cessate il fuoco e bloccare il lancio di razzi contro Israele. Nelle prossime ore, precisa Haaretz, il governo israeliano annuncerà comunque la sua decisione in merito a una possibile tregua per la Striscia di Gaza.&lt;br /&gt;Israele non avrebbe comunque «intenzione» di passare ad un attacco via terra alla striscia di Gaza. Almeno ne è convinto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, che ieri ha riferito al Senato dei contatti avuti con i vertici israeliani in queste ore. Secondo il presidente Shimon Peres israeliano e il suo ministro degli Esteri Tzipi Livni non vi sarà alcuna operazione di terra contro Hamas nella Striscia di Gaza: così ha detto Frattini. Per Peres e Livni Israele «non ha intenzione di ricorrere ad un'operazione di terra», sia per l'impegno militare necessario sia «per le conseguenze sulla popolazione civile» della Striscia, ha aggiunto il titolare della Farnesina. &lt;br /&gt;Infine, i capi di Stato delle monarchie petrolifere del Golfo, al termine del loro vertice annuale svoltosi a Muscate, in Oman, hanno lanciato un appello affinchè abbiano fine gli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza e per una protezione internazionale del popolo palestinese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-1363372859945638416?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/1363372859945638416/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2008/12/la-notizia-arriva-in-serata-lunione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/1363372859945638416'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/1363372859945638416'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2008/12/la-notizia-arriva-in-serata-lunione.html' title='La notizia arriva in serata: l&apos;Unione europea ha cessato un cessate-il-fuoco permanente nella Striscia di Gaza'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVts-Bt7x0I/AAAAAAAAABs/9qDlaaGT7po/s72-c/palestina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-7374411668163763442</id><published>2008-12-29T03:56:00.000-08:00</published><updated>2008-12-29T03:58:40.868-08:00</updated><title type='text'>Fatto storico, è la prima volta dopo 200 anni. Finisce l'isolamento di Cuba</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVi7XI0BzZI/AAAAAAAAABk/BjW8GJnE7io/s1600-h/Lideres_revolucion.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 235px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVi7XI0BzZI/AAAAAAAAABk/BjW8GJnE7io/s320/Lideres_revolucion.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285180168896368018" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I paesi latinoamericani e caraibici creeranno un'organizzazione permanente nella quale verranno inclusi l'attuale gruppo di Rio ed il nuovo Vertice dell'America latina e del Caribe per l'integrazione e lo sviluppo (Calc) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'annuncio è stato dato dal presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva e da quello messicano Felipe Calderón in chiusura del mega-vertice svoltosi a Sauípe (Brasile), insieme ad altri sei presidenti latinoamericani, tra cui Hugo Chávez, Evo Morales e Rafael Correa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Calc e il Gruppo di Rio terranno un vertice in comune nel 2010 in Messico. Ancora non si conosce il nome della nuova organizzazione. Alcuni propongono di chiamarla Organizzazione dei paesi dell'America latina e dei Caraibi - in contrapposizione alla Organizzazione degli Stati americani (Osa), guidata da Washington - e altri vogliono un nome più neutro: Unione del Latinoamerica e dei Caraibi. In ogni caso si tratta della prima organizzazione di questo tipo, esclusivamente regionale, a 200 anni dall'indipendenza della maggior parte degli Stati latinoamericani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lula ha definito storico il vertice di Sauípe. «Sappiamo tutti che questa crisi economica e finanziaria è l'occasione per incontrarci e fare ciò che avremmo dovuto fare molto tempo fa». «Quanto più siamo uniti», ha detto, «più possibilità avremo di essere ascoltati nel contesto mondiale e avremo maggiori possibilità di uscire da una crisi che non abbiamo provocato». Da parte sua, Calderon ha annunciato che in futuro, ogni volta che si riunirà il G20, i presidenti di Messico, Argentina, e Brasile, gli unici tre paesi latino-americani membri di tale organizzazione, terranno un incontro preliminare per coordinare le posizioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mega-vertice convocato dal Brasile si è concluso con la convinzione che in questo momento di profonda crisi economica, è necessario istituzionalizzare un foro nel quale abbiano voce esclusivamente i paesi della regione, senza la presenza di Stati Uniti ed Europa. Appare comunque evidente che le relazioni con gli Stati Uniti rimangono molto importanti per la politica latinoamericana nel suo complesso. Il Presidente boliviano, Evo Morales, ha chiesto che si esiga dal nuovo governo degli Stati Uniti la rimozione dell'embargo su Cuba, a costo di ritirare gli ambasciatori, ma Lula ha richiamato alla calma. Condivide la richiesta di fine dell'embargo, ma è stato cauto: «Ci auguriamo nuovi segnali positivi dal presidente Barack Obama, nella convinzione che le cose sono cambiate». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Brasile, che è arrivato al vertice con una leadership compromessa dagli scontri bilaterali con Ecuador, Paraguay e Argentina, ne è uscito rafforzato e con il pubblico apprezzamento di tutti i capi di Stato per i «grandi sforzi per rafforzare l'America Latina». Il presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, ha continuato a difendere la questione del debito «illegittimo» con la banca brasiliana Bdnes, ma ha espresso il desiderio di far tornare a Brasilia l'ambasciatore che aveva ritirato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mega-vertice di Sauípe ha dimostrato che, nonostante le difficoltà di integrazione, questo processo è uno degli strumenti a disposizione dei governi per affrontare la profonda crisi economica. Uno degli strumenti più citati è stata la creazione di una moneta unica latinoamericana, che permetterà il commercio intraregionale senza passare attraverso il dollaro o l'euro, un sistema già avviato da Brasile e Argentina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro esito positivo della riunione è il definitivo recupero di Cuba come membro del Gruppo di Rio e di ogni altro foro esclusivamente latinoamericano che può essere convocato. Il protagonismo dell'America Latina nel futuro dell'isola si tradurrà, nel primo semestre del 2009, in un insolito e lungo elenco di visite di capi di Stato nell'isola. Raúl Castro, stella del mega-vertice, riceverà all'inizio di gennaio la presidente argentina, Cristina Fernández de Kirchner, e poco dopo la cilena Michelle Bachelet. Più tardi toccherà al presidente del Messico, Felipe Calderón, e si stanno definendo le date per gli altri capi di Stato nella regione. Finisce così l'immagine di una Cuba che si relaziona quasi esclusivamente con Venezuela, Ecuador, Bolivia e Nicaragua. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' anche evidente il desiderio, e la difficoltà, di consolidare Unasur come foro strettamente politico. Non c'è stato consenso per eleggere il segretario generale. L'argentina Cristina Fernandez dovrà rinunciare alla nomina di suo marito, l'ex presidente Néstor Kirchner, con le possibili ripercussioni sulle relazioni tra l'Argentina e l'Uruguay, che mantiene il suo veto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(da El Paìs 18.12.2008)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-7374411668163763442?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/7374411668163763442/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2008/12/fatto-storico-la-prima-volta-dopo-200.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/7374411668163763442'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/7374411668163763442'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2008/12/fatto-storico-la-prima-volta-dopo-200.html' title='Fatto storico, è la prima volta dopo 200 anni. Finisce l&apos;isolamento di Cuba'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVi7XI0BzZI/AAAAAAAAABk/BjW8GJnE7io/s72-c/Lideres_revolucion.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-3262709805143119970</id><published>2008-12-23T16:42:00.000-08:00</published><updated>2008-12-23T16:47:39.212-08:00</updated><title type='text'>La svolta di Müntefering</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.brianzapopolare.it/immagini/simboli/linke_bottone_140x132.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 140px; height: 132px;" src="http://www.brianzapopolare.it/immagini/simboli/linke_bottone_140x132.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La Spd ora guarda a sinistra: possibile un clamoroso accordo con la Linke. &lt;br /&gt;ALESSANDRO BELLARDITA SU EUROPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il leader della Spd, Franz Müntefering, ha finalmente rotto il ghiaccio con i rivali della Linke, il partito radicale di sinistra. In un’intervista per il settimanale Stern, il presidente socialdemocratico ha dichiarato, per la prima volta, di non opporsi ad un’eventuale coalizione con il partito di Oskar Lafontaine e Lothar Bisky a livello regionale, riferendosi esplicitamente alle prossime elezioni in Assia nel gennaio del 2009. «Se in questo modo riuscissimo a governare in più Länder, i vantaggi di una coalizione con la Linke supererebbero eventuali danni», ha detto Franz al settimanale berlinese.&lt;br /&gt;L’assist offerto alla sinistra massimalista è stato accolto a braccia aperte dagli esponenti del nuovo partito, formatosi nel 2005 da una fusione della vecchia Pds e dalla Wasg – un piccolo partito d’estrema sinistra nell’ovest della Germania. «Si tratta di una svolta verso la realtà», ha detto il vicecapogruppo parlamentare della Linke, Bodo Ramelow, visibilmente soddisfatto, aggiungendo che finora «nessuno ha mai parlato in modo così chiaro». Dello stesso parere sembra essere anche il nuovo candidato della Spd nelle prossime elezioni in Assia, Thorsten Schäfer-Gümbel: «Müntefering ha ragione», ha detto alla Berliner Zeitung. Poi tenta di dare una spiegazione di quest’apertura verso sinistra da parte della Spd: «La nuova realtà con cinque partiti ci costringe a rivedere le possibili combinazioni». Come a dire: è inutile chiudere la porta in faccia alla Linke categoricamente, se poi abbiamo bisogno proprio di lei per poter governare.&lt;br /&gt;Tuttavia, il motivo di questa svolta bisogna cercarlo anche nel fallimento di Andrea Ypsilanti in Assia. L’ex presidente regionale della Spd aveva tentato fino a novembre di formare una coalizione con i Grünen, con l’aiuto di un patto di tolleranza con la sinistra radicale.&lt;br /&gt;All’ultimo momento quattro deputati della Spd si sono opposti alla votazione, perché la Ypsilanti durante la campagna elettorale aveva escluso esplicitamente una coalizione con la Linke. La Ypsilanti fu costretta al dietrofront. Per evitare un altro fallimento di questo genere Franz Müntefering, questa volta, è corso ai ripari, anticipando tutti quelli che nelle prossime settimane avrebbero tentato di mettere sotto pressione i vertici della Spd in Assia.&lt;br /&gt;Il “sì” di Franz, per Schäfer- Gümbel, suona come una benedizione.&lt;br /&gt;E la paura di perdere i voti della cosiddetta “Mitte”, vale a dire del centro? «Non abbiamo paura», ha precisato Müntefering.&lt;br /&gt;Secondo il leader della Spd sarebbe peggio non chiarire la propria posizione e aspettare alla fine delle elezioni per decidere se collaborare con la Linke o meno. Ma il “Münte” – come viene chiamato scherzosamente dai compagni – è andato oltre: anche alle prossime elezioni a Turingia e nel Saarland, che si terranno prima delle politiche del 2009, il presidente socialdemocratico si è detto favorevole ad una coalizione con la sinistra estrema.&lt;br /&gt;Secondo il settimanale Der Spiegel, la decisione di Müntefering farà discutere molto all’interno del partito. Fu, infatti, proprio Müntefering a criticare pesantemente la scelta dell’ex presidente della Spd, Kurt Beck, di appoggiare la Ypsilanti nella collaborazione con la Linke. E Beck, pochi mesi dopo, dovette lasciare la guida del partito. La memoria corta di Franz non basterà, però, a convincere gli esponenti riformisti e i tradizionalisti del Seeheimer Kreis all’interno della Spd. Per loro una collaborazione con la Linke resta un tabù. È, forse, anche per questo che il “Münte” non si è voluto sbilanciare, bocciando per ora l’ipotesi di una coalizione con i massimalisti a livello federale dopo le elezioni del 2009.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-3262709805143119970?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/3262709805143119970/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2008/12/la-svolta-di-mntefering.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/3262709805143119970'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/3262709805143119970'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2008/12/la-svolta-di-mntefering.html' title='La svolta di Müntefering'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-3227964748233634596</id><published>2008-12-22T17:32:00.000-08:00</published><updated>2008-12-22T17:37:26.504-08:00</updated><title type='text'>Paolo Ferrero incontra i parlamentari europei: «Le sinistre unite contro le 65 ore di lavoro»</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVBAxSuFmaI/AAAAAAAAABc/_KdnpCqVDsA/s1600-h/268831.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVBAxSuFmaI/AAAAAAAAABc/_KdnpCqVDsA/s320/268831.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5282793578488502690" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;di Stefano Squarcina, su Liberazione del 25/09/2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Ma se sapevo che eravate così "complicati" e "complessi" non venivo alla vostra riunione!», esclama ridendo Paolo Ferrero, che con evidente ironia apprezza invece la qualità e quantità di domande che i deputati europei della Sinistra Unitaria Europea - Sinistra Verde Nordica gli rivolgono. Il segretario del Prc è venuto in missione a Bruxelles per incontrare gli eletti del gruppo parlamentare, i 41 "compagni europei" vengono da 13 paesi dell'Unione, sono eletti in 16 partiti diversi, hanno sensibilità inevitabilmente diverse determinate dalla loro storia e collocazione geopolitica. Eppure sono praticamente tutti lì per ascoltare: vogliono capire davvero cosa succede in Italia e in Rifondazione, partecipano ad un dibattito di due ore. Del resto, quello che accade nel Prc e nella sinistra italiana è un fenomeno che riguarda tutto il GUE/NGL: ovvero, come continuare ad essere uno spazio politico di elaborazione e pratica di alternative alle politiche liberiste dell'Unione Europea, a quali condizioni - e con quali programmi - partecipare ad eventuali esperienze di governo che vogliano eliminare le ingiustizie e trasformare radicalmente la società, come non farsi "assorbire" da esecutivi moderati che usano la sinistra radicale come "ruota di scorta". Il Pcf ha partecipato in Francia a governi dai quali è uscito a pezzi, Synaspismos in Grecia sta resistendo con difficoltà ai violini dei socialisti che in nome del "battere la destra" li vorrebbero in future coalizioni, Izquierda Unida sta pagando con la quasi auto-eliminazione la non-opposizione a Zapatero e ai governi regionali socialisti, persino in Germania si comincia a discutere di un possibile governo rosso-rosso nel Länder della Hessen quale "laboratorio nazionale", in Svezia il Vansterpertiet ha preso una gran botta l'ultima volta. Il GUE/NGL vuole sapere tutto da Ferrero, manca poco che gli chiedono di leggere la palla di cristallo della politica italiana. Il Segretario PRC non può non cominciare dall'illustrare il senso politico del congresso della svolta: «Io credo che la linea politica di un governo vada verificata quotidianamente nei fatti, e questo mi porta a dire che l'esperienza dell'ultimo Governo Prodi è stata disastrosa; "O bevi questa minestra o salti dalla finestra" ci veniva spesso detto, con arroganza, per imporci misure inaccettabili; in più, abbiamo sopravvalutato la nostra capacità di determinare la natura reale delle politiche governative, il tutto aggravato da forme di autocensura -nei confronti di un governo di centrosinistra- della protesta sociale che ha svuotato il nostro auspicato ruolo strategico di cerniera tra società, movimento e istituzioni. Il colpo finale è stato poi dato con una "proposta verticistica" come quella di Sinistra/Arcobaleno». Ferrero usa necessariamente uno slogan per riassumere il suo messaggio al GUE/NGL: "In basso a sinistra", riferendosi alla necessità di mantenere una dialettica profonda con il conflitto sociale, e "autonomia sostanziale dal Partito Democratico in Italia", che per i partiti europei partner di PRC significa indipendenza sostanziale da quei partiti socialisti all'origine di politiche moderate e anti-sociali. E siccome Rifondazione rimane in Europa un modello di riferimento anche sulle modalità con cui si svolge il dibattito interno, a "complemento" -come dice- delle parole di Ferrero interviene nel dibattito anche Roberto Musacchio, che precisa «le diversità strategiche della mozione Vendola, per dare al GUE/NGL elementi d'analisi a tutto campo. Anche noi crediamo all'unità, ma nessuno può chiederci di rinunciare alla verifica delle nostre idee politiche. Siamo un punto di ricerca politica: per me si pone il problema -sempre più europeo- di come battere le destre sociali e politiche, e per far questo credo che PRC debba porsi il problema di come riorganizzare la sinistra italiana, nelle sue varie componenti, su basi nuove, ponendo al centro proprio l'agire europeo. La dimensione della sinistra europea può proprio aiutarci». Un dialogo "tutto interno", ma dalle forme serene e pacate, che rappresenta una ricchezza per il dibattito. «La mia priorità è rilanciare l'iniziativa politica del partito dopo questa inevitabile fase di assestamento sulla nuova linea strategica del congresso», riprende Ferrero. Su questo trova la voglia e il desiderio reale di tutti gli eletti e rappresentanti dei partiti GUE/NGL di approfondire le relazioni con Rifondazione, soprattutto di organizzare insieme eventi e manifestazioni, anche in campagna elettorale. «L'Europa non è stato oggetto del contendere da noi», dice Ferrero, che conferma il "No" al Trattato di Lisbona e il suo "Si" ad un'Europa democratica dove «ad esempio la Banca Centrale Europea risponda al potere politico. Con gli altri partner PRC -continua- sto elaborando i contenuti di una piattaforma elettorale del partito europeo della sinistra europea, per presentarci alle elezioni del 2009 su basi comuni: la nostra sinistra ha nell'Europa uno spazio politico da ri-occupare. Dobbiamo valorizzare, anche in Italia, l'esperienza maturata in questi anni dal GUE/NGL, le sue prese di posizione, le sue brochure, le sue campagne come quella contro la Bolkestein», sottolinea Ferrero con il consenso del presidente del gruppo, il francese Francis Wurtz. Quest'ultimo gli chiede una disponibilità su iniziative comuni in campagna elettorale: «Facciamo in modo che tocchino problemi reali della gente come l'inaccettabile riforma della direttiva sull'orario di lavoro contro la quale si stanno mobilitando i sindacati europei, l'implementazione del cosiddetto "pacchetto sociale" che invece è antisociale, lo smantellamento dei diritti civili in nome della lotta al terrorismo. Anche perché il rilancio della nostra iniziativa politica chiuderà spazi politici insidiosi per il partito, e darà sostanza alla nostra diversità rispetto alle forze moderate del centro-sinistra, dove spesso ormai "sinistra" è una parola vuota». E' ovvio che non ci sono ricette uniche per risolvere i "problemi nazionali" dei partiti, ma una cosa è certa: i partiti e gli eletti GUE/NGL, vogliono lavorare con e per Rifondazione. Chiedono solo di far sapere loro "come e quando".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-3227964748233634596?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/3227964748233634596/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2008/12/paolo-ferrero-incontra-i-parlamentari.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/3227964748233634596'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/3227964748233634596'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2008/12/paolo-ferrero-incontra-i-parlamentari.html' title='Paolo Ferrero incontra i parlamentari europei: «Le sinistre unite contro le 65 ore di lavoro»'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVBAxSuFmaI/AAAAAAAAABc/_KdnpCqVDsA/s72-c/268831.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-617841207125675169</id><published>2008-12-22T17:14:00.000-08:00</published><updated>2008-12-22T17:18:14.077-08:00</updated><title type='text'>Documento approvato dal Comitato Politico Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista. 19/20 aprile 2008</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA8QvP6NMI/AAAAAAAAAA4/dyS8SU3UDcY/s1600-h/falce+e+martello.png"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 210px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA8QvP6NMI/AAAAAAAAAA4/dyS8SU3UDcY/s320/falce+e+martello.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5282788621164360898" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;" Documento post-elettorale, la nascita della svolta di chianciano"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20 Aprile 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sconfitta elettorale che abbiamo subito nelle elezioni del 13 e 14 aprile ha dimensioni storiche. Per la prima volta nell’Italia repubblicana la sinistra  non è rappresentata in Parlamento. Tutto questo mentre la destra populista di Berlusconi vince con grande consenso popolare e al suo interno una forza xenofoba come la Lega raddoppia i suoi consensi cambiando ulteriormente il panorama politico del nord Italia. &lt;br /&gt;Le cause della nostra sconfitta vanno indagate a fondo perché riguardano l’essenziale, cioè il nostro rapporto con la società, con i mutamenti sociali di fondo. Non si esce dalla situazione in cui siamo senza un approfondito lavoro di inchiesta, di lettura partecipata delle dinamiche sociali. Questo lavoro dovrà caratterizzare il nostro impegno politico nella prossima fase. Riteniamo infatti che il punto centrale che ha pesato sul negativo risultato elettorale è il fatto che nel concreto contesto politico, istituzionale e sociale, non è stata riconosciuto l’utilità sociale della sinistra.&lt;br /&gt;E’ quindi sulla nostra utilità sociale, sul ruolo che la sinistra ha nella società che occorre riflettere e proporre per rientrare in gioco.&lt;br /&gt;Nell’immediato non si può non vedere come abbia pesato negativamente la nostra incapacità di utilizzare la presenza in maggioranza e la partecipazione al governo per dare una risposta ai principali problemi sociali del paese. La risicata vittoria del 2006 non chiedeva solo, per avere un senso, la sconfitta di Berlusconi, ma anche la sconfitta delle politiche berlusconiane. Il governo e la maggioranza nel loro operare concreto non hanno risposto a questa esigenza e si sono al contrario piegati alle esigenze dei poteri forti su tutte le principali questioni sociali: redistribuzione del reddito, lotta alla precarietà, tassazione delle rendite, laicità dello stato per non fare che alcuni esempi. La nostra azione politica si è mostrata inefficace e in questo contesto è maturata la non percezione dell’utilità sociale della sinistra. Si è così consumata una crisi, la cui profondità non abbiamo saputo vedere, del nostro rapporto con il paese reale e in particolare con i movimenti e con le lotte. L’utilità dell’esperienza di governo come possibilità per invertire le politiche degli ultimi quindici anni si è rivelata, alla luce dei fatti, impossibile da realizzare e la nostra permanenza nel governo si è trasformata in un problema sia per noi che per i movimenti.&lt;br /&gt;A questo si è sommato il sistema elettorale bipolare e la campagna mediatica sul voto utile portata avanti non solo dai PD e PdL ma dal complesso dei mezzi di comunicazione di massa. Le elezioni sono state cioè un punto di passaggio per la costruzione di quel bipolarismo tra simili che è l’obiettivo delle classi dominanti di questo paese da almeno un quindicennio. Rendere le istituzioni impermeabili al conflitto sociale e  rendere la politica uno strumento inservibile per l’emancipazione degli strati subalterni è l’obiettivo di questo bipolarismo che ha agito pesantemente nella campagna elettorale.&lt;br /&gt;E’ evidente inoltre che il modo in cui ci siamo presentati alle elezioni non ha funzionato. Di questo mancato funzionamento si  danno letture tra di loro diverse e persino diametralmente opposte, ma il punto politico fondamentale è che comunque l’operazione è fallita, e che agli occhi di tutti è risultata una operazione politicista che non ha intercettato la crisi sociale.&lt;br /&gt;Il complesso di questi elementi, l’incapacità a trasmettere l’utilità sociale di una nostra affermazione, ha fatto si che noi abbiamo perso voti in tutte le direzioni: verso il non voto da parte di chi pensa che “siete tutti uguali”.&lt;br /&gt;Verso il PD da parte di chi, pur condividendo i nostri contenuti, ha ritenuto quello un voto più utile per battere Berlusconi.&lt;br /&gt;Addirittura verso la Lega da parte di ceti proletari che sentendosi non difesi dalla sinistra hanno pensato che visto che non si riescono a cambiare con un’azione generale le cose più importanti, almeno si migliorano le cose  “a casa propria”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripartire dal sociale &lt;br /&gt;Questa sconfitta storica non è avvenuta in una fase di stabilizzazione economica e sociale. Noi non siamo dentro un ciclo di crescita economica che riduce le contraddizioni sociali. Al contrario siamo in una fase di crisi, con una insicurezza sociale e personale che sfiora l’angoscia. In quel sentirsi soli di fronte al  pericolo è stato sconfitto il nostro progetto e la destra ha vinto le elezioni.&lt;br /&gt;Il punto è però che queste contraddizioni nella prossima fase sono destinate ad aumentare. Problemi di salario, precarietà, casa, ristrutturazione mercantile del welfare, aggressione del territorio e sua militarizzazione, sono destinati ad aumentare. Il nodo è se di fronte a questo inasprirsi della crisi sociale sarà la destra populista a farla da padrona con la proposta della guerra tra i poveri e la costruzione di capri espiatori, oppure se saremo in grado di ricostruire forme di solidarietà, di conflitto, di movimento, capaci di ricostruire una identità e una utilità sociale della sinistra.&lt;br /&gt;A partire da questo punto di fondo occorre definire attraverso quali strumenti si riorganizza il campo politico della sinistra. E’ infatti evidente che il rischio che stiamo correndo è che, dopo la sconfitta nella società, ci sia la disgregazione del tessuto militante e l’ evaporazione della sinistra politica in una babele di linguaggi e di proposte.&lt;br /&gt;Il punto non è quindi l’accelerazione non si sa bene vero che cosa, ma la definizione di percorsi concreti, che ridiano un senso di appartenenza ad una comunità e che siano efficaci socialmente. &lt;br /&gt;1 - In primo luogo occorre rilanciare il PRC come corpo collettivo. Il tema della rifondazione comunista non sta dietro di noi ma dinnanzi a noi nella sua dimensione di progetto politico, culturale, sociale e nella sua dimensione comunitaria. Riattivare il Partito della Rifondazione Comunista come progetto politico necessario alla sinistra in Italia per l’oggi e per il domani è un punto decisivo da cui non si può prescindere, in tutti i suoi aspetti, dal tesseramento all’iniziativa sociale, politica e culturale. Riattivare il Partito della Rifondazione Comunista dando certezze alle donne e agli uomini che hanno scelto di appartenere a questa comunità e dunque sgombrando il campo dalle ipotesi di dissolvenza e superamento, che hanno connotato la fase che abbiamo alle spalle,  si sono esplicitate durante la campagna elettorale, contribuendo al disorientamento e alla demotivazione.&lt;br /&gt;Riattivare Rifondazione Comunista, riaffermando un’etica della politica, nella coerenza tra ciò che si enuncia e ciò che si pratica come nel quotidiano esercizio e rafforzamento della democrazia interna, rilanciando il percorso di Carrara. Riattivare il conflitto di genere dentro il partito, perché diventi realmente un soggetto sessuato in cui le donne non siano né fiori all’occhiello, né quote. Un partito che assuma il femminismo come punto di vista da cui rileggere il mondo e si faccia attraversare quotidianamente dalla critica delle donne  alla politica. Occorre sapere con precisione che il PRC è strumento indispensabile ma non sufficiente per la ricostruzione di una ampia sinistra anticapitalista in questo paese. Indispensabile e non sufficiente: i due termini non delineano uno spazio geometrico ma una cultura politica da cui siano banditi tanto il settarismo quanto il liquidazionismo. &lt;br /&gt;2 - Contemporaneamente occorre porsi il compito di riaggregare il campo della sinistra. La domanda di unità che è emersa nel corso della campagna elettorale e che emerge oggi va raccolta perché è una grande risorsa per uscire  dalla sconfitta. Il PRC è indispensabile ma non sufficiente, sia perché la sinistra politica è più ampia dei soli comunisti, sia perché le forme concrete di impegno a sinistra vanno ben oltre quelle codificate dall’appartenenza ad un partito. Movimenti, comitati, collettivi, associazioni, militanza sindacale, vertenze territoriali ed ambientali: mille sono i modi in cui si fa politica oggi a sinistra. Pensiamo solo a cos’è il No Dal Molin a Vicenza o il No TAV in Val di Susa.&lt;br /&gt;Aggregare quindi il campo della sinistra a partire dalla valorizzazione di ciò che, a tutti i livelli, esiste e delle esperienze innovative che in questi anni ci sono state: basti pensare alla Sinistra Europea che proprio su questa idea è nata e ha fatto i suoi primi passi in questi anni.&lt;br /&gt;Ripartire dalla costruzione di spazi comuni della sinistra, di forme concrete di lavoro di inchiesta, di lavoro politico sociale e culturale sul territorio per costruire un percorso, non fagocitato da scadenze elettorali, che punti alla costruzione. dell’unità possibile di tutte le forze disponibili sulla base di contenuti, obiettivi, pratiche realmente condivisi. Un percorso unitario rivolto a tutti coloro che hanno sostenuto la Sinistra Arcobaleno e non solo. Un processo di aggregazione unitario che eviti la spaccatura tra chi propone la costituente della sinistra e chi propone la costituente comunista. Sono due proposte che frammenterebbero ulteriormente la sinistra, avrebbero effetti disgregatori nello stesso corpo di Rifondazione, il cui progetto politico è per noi prioritario rilanciare, dividerebbero la nostra gente sulla base di riferimenti ideologici privi di una consistente base politica. Due proposte che non affrontano il nodo principale: come ricostruire l’utilità sociale della sinistra.&lt;br /&gt;Occorre partire subito con un percorso di riaggregazione, le cui forme e modalità saranno riconsegnate alla libera discussione di tutte e di tutti nel percorso congressuale,  che non commetta gli errori di politicismo e di verticismo che abbiamo avuto nella fase precedente. La sinistra può nascere solo come strumento di partecipazione, solo se le sue organizzazioni sono guidate dai principi democratici e dalla trasparenza, senza il predominio degli apparati, con le loro logiche di cooptazione. Per questo indichiamo la costruzione di una discussione, sia interna al partito che coinvolgente tutta l’area della sinistra arcobaleno, come priorità politica delle prossime settimane. Occorre riprendere la discussione.&lt;br /&gt;Indichiamo parimenti la partecipazione a tutte le manifestazioni del 25 aprile e del 1° maggio presenti sul territorio con u messaggio chiaro:&lt;br /&gt;La destra populista cresce sui bassi salari, sulla precarietà, sulla mancanza di case e di servizi.&lt;br /&gt;Costruiamo l’opposizione sociale al governo Berlusconi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Imma Barbarossa, Roberta Fantozzi, Loredana Fraleone, Fabio Amato, Ugo Boghetta, Bianca Bracci Torsi, Stefania Brai, Alberto Burgio, Maria Campese, Giovanna Capelli, Guido Cappelloni, Carlo Cartocci, Bruno Casati, Aurelio Crippa, Paolo Ferrero, Eleonora Forenza, Claudio Grassi, Ramon Mantovani, Laura Marchetti, Citto Maselli, Giovanni Russo Spena, Bruno Steri, Luigi Vinci&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-617841207125675169?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/617841207125675169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2008/12/documento-approvato-dal-comitato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/617841207125675169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/617841207125675169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2008/12/documento-approvato-dal-comitato.html' title='Documento approvato dal Comitato Politico Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista. 19/20 aprile 2008'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA8QvP6NMI/AAAAAAAAAA4/dyS8SU3UDcY/s72-c/falce+e+martello.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-1913210280231778062</id><published>2008-12-22T05:57:00.000-08:00</published><updated>2008-12-22T06:00:54.035-08:00</updated><title type='text'>Europa: Una alternativa di sinistra</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SU-deAMbTjI/AAAAAAAAAAw/CpKKjO1Jv40/s1600-h/bandiera%2520svezia.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 231px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SU-deAMbTjI/AAAAAAAAAAw/CpKKjO1Jv40/s320/bandiera%2520svezia.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5282614026702638642" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Di Jonas Sjostedt&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;Parlamentare Europeo del Partito di Sinistra svedese&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I referendum sulla Costituzione europea in Francia e in Olanda si sono dimostrati degli importanti successi per la sinistra europea. Sono stati gli elettori dei partiti operai ad aver fornito la maggior parte dei voti per il No. Ed è stata la sinistra ad aver dominato il dibattito con i propri argomenti. Partiti di sinistra come il PCF in Francia e il Partito Socialista in Olanda si sono impegnati in modo decisivo dalla parte del No. Grazie al No di sinistra la Costituzione europea è diventata praticamente obsoleta. Nella situazione aperta che si è determinata è importante che le forze di sinistra avanzino proposte alternative e concrete per una riforma della Costituzione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante tutte le differenze presenti nella sinistra nei singoli stati dell'UE ci sono più elementi di unità che di divisione. La sinistra può proporre i seguenti punti chiave come parte della necessaria riforma della Costituzione. In primo luogo il potere dell'Unione Europea deve essere limitato in modo da proteggere il diritto di decidere negli Stati membri e sia chiara la distribuzione dei poteri. Questo richiede tra l'altro che la clausola di flessibilità scompaia per sempre. Anche il ruolo dei parlamenti nazionali deve essere rafforzato con una contestuale riduzione del potere della Commissione Europea. Il diritto di presentare proposte di legge dovrà in futuro essere riservato ai rappresentanti del popolo nei parlamenti nazionali, e non ai burocrati della Commissione. I membri della Commissione dovranno essere in futuro eletti dai parlamenti nazionali e da loro potranno essere rimossi. Inoltre il processo legislativo deve essere aperto, in modo che i parlamenti nazionali possano dare con un mandato chiaro a coloro che sono responsabili dell'emanazione delle leggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sinistra deve sostenere che tutte le formulazioni che pongono come obbiettivo sovraordinato i tagli allo stato sociale e il libero mercato, siano rimossi dalla Costituzione. Le regole che riguardano la protezione del consumatore e dell'ambiente devono essere ridotte al minimo, in quanto i singoli Stati devono avere i diritto di realizzare una politica più avanzata in materia. Deve anche essere stabilita la condizione che la libertà di movimento sul mercato del lavoro è sottoposta alle leggi nazionali e ai contratti collettivi esistenti per la protezione dei lavoratori e dei loro interessi sociali. Il pieno impiego e il welfare devono essere definiti come obbiettivi sovraordinati della politica economica dell'Unione Europea. Per la Banca Centrale Europea devono essere introdotti meccanismi di controllo democratico. E nella unione monetaria , che già mostra le sue crepe, deve essere regolamentato il diritto per gli Stati della zona Euro di reintrodurre in modo ordinato la propria moneta nazionale. La determinazione della politica finanziaria può tornare in diversi punti nella competenza degli stati membri. &lt;br /&gt;Un elemento cruciale è anche il blocco della militarizzazione dell'UE. Piani per un esercito comune, la costituzione di un alleanza difensiva o per l'armamento obbligatorio devono essere cancellati. Invece le decisioni delle Nazioni Unite devono essere rispettate e per le UE diventare indicazioni vincolanti. &lt;br /&gt;Gli Stati membri devono inoltre controllare maggiormente l'azione dell'UE nell'ambito del commercio mondiale. La giustizia globale e lo sviluppo degli Stati più poveri devono diventare impegni espliciti della politica commerciale dell'Unione Europea. La politica dell'UE in materia di agricoltura e di pesca devono mettere al primo posto l'ambiente e un commercio globale equo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-1913210280231778062?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/1913210280231778062/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2008/12/europa-una-alternativa-di-sinistra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/1913210280231778062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/1913210280231778062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2008/12/europa-una-alternativa-di-sinistra.html' title='Europa: Una alternativa di sinistra'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SU-deAMbTjI/AAAAAAAAAAw/CpKKjO1Jv40/s72-c/bandiera%2520svezia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3019621100500031092.post-1442012160908688179</id><published>2008-12-22T03:19:00.000-08:00</published><updated>2008-12-22T05:02:46.254-08:00</updated><title type='text'>Europa, due piccole vittorie che pesano</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SU-P7a9Fh-I/AAAAAAAAAAo/TLPzbwVIL0I/s1600-h/ue_flag.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 315px; height: 274px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SU-P7a9Fh-I/AAAAAAAAAAo/TLPzbwVIL0I/s320/ue_flag.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5282599138939471842" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Roberto Musacchio &lt;br /&gt;In tempi così bui, sono due vittorie che valgono in sè, ma fanno anche morale.&lt;br /&gt;Quella sul clima era più scontata, anche se messa a rischio dalle resistenze di varie Confindustrie e di alcuni governi. Il risultato è però arrivato, sia pure con qualche annacquamento, ma abbastanza pieno. Quella contro le 65 ore di lavoro era assai più incerta per non dire non prevista. Trattandosi di due temi, il clima e il lavoro, così fondanti è sicuramente utile cercare di ragionare su come si siano concretizzati questi 2 voti in un luogo, il Parlamento europeo, non certo caratterizzato da una impostazione progressista.&lt;br /&gt;Cominciamo dal clima. Lì il retroterra è più strutturato. E' l'accordo di Kyoto punto di arrivo di un'elaborazione, quella dello sviluppo sostenibile, che ha avuto origine in Europa, nell'Europa del rapporto Brandt sul Nord/Sud e della ministra norvegese Brundland che conio la definizione negli anni Ottanta.&lt;br /&gt;Le sue traversie sono lunghe e note. L'idea di ambientalizzare il mercato si è rivelata non così praticabile e noi stessi l'abbiamo criticata a fondo. &lt;br /&gt;Ma lo scontro con l'America anti-Kyoto e anti-Onu di Bush ha fatto del protocollo un luogo di resistenza di un modello altro.&lt;br /&gt;E a un certo punto un'Europa in crisi di prospettiva ha scelto il clima come nuova missione. Il pacchetto clima prodotto dalla Commissione europea per sostanziare questa opzione, i tre 20%, è stato costruito in modo interessante. C'è l'idea di un'azione fatta come Europa, che mette in campo scelte volontarie e scommette sull'accordo multilaterale. Lavora su un mix di riqualificazione e innovazione e su un'idea nuova di cooperazione globale. &lt;br /&gt;Naturalmente ci sono tante ambiguità ed ipocrisie, logiche mercantili; ma in pieno delirio liberista, con la cappa della costruzione monetaristica, è qualcosa di altro.&lt;br /&gt;Non a caso ci si è attaccata la Commissione anche ora nella crisi economica. E il Parlamento ci ha costruito un pezzo di propria effettiva sovranità democratica. &lt;br /&gt;Il che ha consentito di resistere in modo sufficiente agli attacchi delle Confindustrie d dei governi, come quello Berlusconi.&lt;br /&gt;Naturalmente occorre ora che le scelte divengano effettivamente cogenti. Molti dicono che ciò sarà favorito dall'arrivo di Obama, ed è certo vero.&lt;br /&gt;Ma io preferisco puntare su altro. E qui viene il discorso sull'altro voto, quello contro le 65 ore.&lt;br /&gt;Il pacchetto clima si è fatto in assenza di una vera mobilitazione sociale, come se, paradossalmente, Bruxelles fosse il punto più avanzato del confronto.&lt;br /&gt;Se pensiamo alla natura della partita che si gioca sull'accordo del dopo-Kyoto da firmare a Copenhagen lavorandoci oggi in piena crisi economica, l'assenza di fatto di soggetti sociali e politici adeguati a questa dimensione colpisce.&lt;br /&gt;Il parallelo con Bruxelles lo possiamo fare con alcuni governi sudamericani che non a caso hanno ottenuto di portare dentro Kyoto la lotta alla deforestazione. Ma se si riuscisse a realizzare il rapporto che c'è tra lotta per il clima e ricostruzione di una prospettiva per il lavoro, le cose cambiano.&lt;br /&gt;La mia idea è che alla base della crisi c'è la rottura che la globalizzazione ha determinato tra produzione e consumo, tra economia, società e ambiente.&lt;br /&gt;La riconnessione fra questi fattori è indispensabile ad affrontare la crisi. E per l'Europa è forse l'unica chance per avere un ruolo nei nuovi assetti globali che si profilano per il dopo crisi. &lt;br /&gt;Allora il voto pro-lavoro del Parlamento, forse non è così casuale, ma indica una possibile riflessione in corso.&lt;br /&gt;Ad avere quella maggioranza assoluta dei voti ci si è lavorato facendo perno su un rapporto a sinistra, tra GUE e Socialisti, non facile né scontato, anche per l'ostilità di settori del GUE stesso oltre che per l'impostazione del PSE, favorevole ad esempio alla annualizzazione del calcolo dell'orario. Ma lavorando anche su tutto il Parlamento scottato dal golpe del Consiglio che aveva stravolto il testo della prima lettura.&lt;br /&gt;E si è lavorato a favorire una mobilitazione sindacale anch'essa né facile né scontata e che si è alla fine realizzata al meglio e con l'immediato riscontro del voto Parlamentare. Ma per continuare ora occorre cercare di darsi una vera piattaforma per il lavoro sulla dimensione europea, che incroci le politiche per il clima e un'idea dell'Europa che la veda rilanciarsi come soggetto reale che riesca a rompere con il monetarismo e punti su una reindustrializzazione qualificata, alla cui base c'è la rivalorizzazione del lavoro e dell'ambiente.&lt;br /&gt;Questa dimensione della politica c'interroga sugli strumenti necessari, sulle culture e le pratiche da mettere in campo. La cassetta degli attrezzi cui ho attinto per il mio, piccolo, ruolo in queste due vicende è fatta d'iniziativa dall'lato e dal basso, di unità e di radicalità, di progettualità e conflitto. A me paiono i materiali indispensabili a ricostruire la sinistra dell'oggi e del domani che non vedo proprio affidata a un populismo identitarista cui si lasciano andare tutti coloro che sono incapaci di un rispondere progressivo alla crisi della politica come pratica reale del cambiamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20/12/2008&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3019621100500031092-1442012160908688179?l=meogrossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://meogrossi.blogspot.com/feeds/1442012160908688179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2008/12/europa-due-piccole-vittorie-che-pesano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/1442012160908688179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3019621100500031092/posts/default/1442012160908688179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://meogrossi.blogspot.com/2008/12/europa-due-piccole-vittorie-che-pesano.html' title='Europa, due piccole vittorie che pesano'/><author><name>meogrossi.matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03647008327176841049</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SVA9xqvbWiI/AAAAAAAAABE/CvZ0fQ0pHBo/S220/n1493201671_30146577_7695.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_NqYmyy_BDls/SU-P7a9Fh-I/AAAAAAAAAAo/TLPzbwVIL0I/s72-c/ue_flag.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
