martedì 20 gennaio 2009

Il deficit sfora, debito alle stelle


Di Alberto D'Argenzio, su la Repubblica del 20/01/2009


Bruxelles pessimista sull´Italia. Almunia: ma state reagendo bene. Il disavanzo al 3,8% nel 2009 e la disoccupazione arriverà fino all´8,7% nel 2010
Come gli altri paesi d´Europa, l´Italia paga la crisi economica mondiale: quest´anno il nostro deficit tornerà a sforare i parametri di Maastricht, posizionandosi al 3,8% del Prodotto interno lordo. Ma il vero allarme arriva dal debito pubblico, che nel periodo 2007-2010 schizzerà in alto di 6 punti percentuali, ingrossando la montagna di soldi che ogni anno lo Stato deve pagare per finanziarlo. Colpa di una recessione che nei prossimi 12 mesi ci farà crescere il 2% in meno del 2008 e di una posizione di partenza dei conti pubblici che non consente al governo di fare granché.Le previsioni economiche della Ue pubblicate ieri a Bruxelles in anticipo sul calendario (per fare il punto della crisi), tagliano drasticamente quelle precedenti e sono in linea con le stime pubblicate settimana scorsa da Bankitalia (il ministro Tremonti le aveva definite «un esercizio da astrologi»). Con il risultato di gettare lunghe ombre sul futuro del Belpaese. Come detto, nel 2009 Roma registrerà una contrazione della crescita (-2%) rispetto a quella già negativa del 2008 (-0,6%). Solo nel 2010 il Pil tornerà ad aumentare, anche se timidamente (+0,3%).Previsione, oltretutto, minacciata da mille variabili negative. Non stupisce dunque che il deficit sia destinato a schizzare verso l´alto, sforando il parametro di Maastricht (3%): quest´anno si posizionerà al 3,8% del Pil (un punto in più rispetto al 2008), scendendo appena di un decimale nel 2010. E per l´Italia - uscita dall´incubo procedura deficit eccessivo meno di un anno fa, negli ultimi giorni del governo Prodi - si potrebbe avvicinare un nuovo procedimento Ue. Questa volta, però, Roma sarebbe in compagnia delle altre grandi capitali europee e la Commissione non dovrebbe chiedere risanamenti immediati, per evitare di strozzare le tenui possibilità di rilancio. Interpretazione confermata ieri sera da Jean-Claude Junker, presidente dell´Eurogruppo (il tavolo dei ministri della moneta unica riunitosi a Bruxelles).Ma la notizia più allarmante arriva dal debito, il vero fardello del Belpaese (è il più alto d´Europa): nel 2008 è arrivato al 105,7% del Pil, nel 2009 schizzerà al 109,3% e nel 2010 continuerà la sua corsa toccando il 110,3%. Oltretutto, avverte Bruxelles, potrebbe ulteriormente lievitare nel caso lo Stato dovesse trovarsi costretto a «ricapitalizzare» una o più banche in difficoltà. Ma non finisce qui. Quando l´economia va male, sale il tasso di disoccpuazione: in Italia passerà dal 6,7% dello scorso anno all´8,7% del 2010.Commentando le previsioni, il commissario Ue agli Affari economici, Joaqiun Almunia, ha sottolineato che «Tremonti sa perfettamente cosa va fatto: si tratta di dare seguito alle misure prese fino ad oggi all´insegna di un´adeguata combinazione tra l´esigenza di stimolare l´economia e quella di rimanere prudenti sul fronte dei conti». Insomma, reagire senza creare nuovi squilibri. Un via libera alla linea della cautela del ministro dell´Economia, che ieri ha incassato anche l´ok di Eurogruppo e Commissione sul piano anticrisi da 5 miliardi, giudicato coerente con l´attuale situazione italiana. Situazione in cui i margini di manovra sono ben pochi («l´altissimo debito - scrive la Ue - impedisce al governo di usare soldi pubblici per reagire alla crisi»).

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